Portafoglio d’investimento 2015: meglio puntare su titoli e settori “noiosi”

Sta ormai terminando il 2014 e gli investitori si stanno preparando a cogliere le occasioni per l’anno prossimo. Ma come muoversi? Come riporta WallStreetItalia, la società d’investimento del Lussemburgo, Oyster Funds, suggerisce come costruire il portafoglio perfetto per i prossimi mesi.

DOVE INVESTIRE – E allora: tra i fondi i preferibili sono quelli azionari, che si stanno espandendo, mentre tra i settori i migliori sono i ciclici e tra i singoli titoli quelli che garantiscono dividendi del 2-6%. Ci vuole però ovviamente una certa abilità nello scegliere i campioni mondiali, per evitare di "essere costretti ad acquistare il meno peggio". Al contrario di quanto si è portati a pensare, oltre il 50% della capitalizzazione di mercato globale si trova fuori dagli Stati Uniti: ciò significa che ci sono ottime opportunità anche all'estero.

MINOR VOLATILITA’ – La diversificazione geografica è importante almeno quanto quella tra le classi di asset e comporta minor volatilità. Dal 1970 al 2013, sottolinea il report, la volatilità dell'indice MSCI mondiale è stata del 16%, contro il 17,2% dell'MSCI Usa. Un fondo su scala globale garantisce bassa volatilità, maggiori guadagni, forti flussi in entrata e minori deviazioni standard.

TITOLI NOIOSI – Tra i settori, meglio i ciclici e i difensivi. Saranno anche noiose e con una crescita bassa, ma le utility garantiscono risultati in linea con il mercato Usa, a dimostrazione del fatto che stabilità e dividenti contano eccome e comportano un buon rapporto tra rendimento e rischio di investimento.

PORTAFOGLIO MODELLO – Il portafoglio tipo del fondo di investimento lussemburghese è formato da 80-100 titoli con un peso massimo del 2-4%; turnover atteso del 50%; il peso dell'area geografica è al massimo 150% dell'indice MSCI ACWI Net in dollari; il dividendo è superiore al 'dividend yield' dell'indice sopra citato; massimo 5% investito in società con capitalizzazione inferiore al miliardo di dollari; minimo 90% investito in società con cedola tra il 2% e il 6%; il rischio di cambio non viene coperto.