Consob: giro di vite sui prodotti finanziari complessi venduti ai risparmiatori

La Consob punta il dito contro i prodotti finanziari complessi. In una nota la Commissione guidata da Giuseppe Vegas sconsiglia infatti in modo esplicito alle banche di offrire alla propria clientela retail prodotti opachi come cartolarizzazioni, strumenti convertibili a discrezione dell'emittente, strutturati e credit linked.

LE INFORMAZIONI AL CLIENTE – Se la banca non vorrà seguire la Comunicazione dell'Authority sui prodotti non considerati adatti ai clienti al dettaglio – contenuti in un apposito elenco non esaustivo ma solo a titolo d'esempio – la decisione dovrà essere presa, su base motivata, dal vertice della società. E spetterà all'intermediario informare il cliente circa il fatto che la Consob ritiene quel prodotto inadeguato.

I DETTAMI – La Consob pone l’accento al dovere delle banche di porre il criterio della coerenza tra i prodotti offerti e i profili della clientela alla base di tutto il processo di intermediazione, quindi non solo la fase finale della vendita allo sportello ma anche in quella iniziale della progettazione dei prodotti. Inoltre c'è un invito a prevenire i conflitti d'interesse legati alla distribuzione al retail di prodotti finanziari complessi nell'ambito del rafforzamento patrimoniale dello stesso intermediario. Gli istituti sono inoltre invitati a eliminare incentivi al personale che possono accentuare i conflitti d'interesse del venditore. Il tutto con l’obiettivo di tutelare maggiormente il risparmiatore finale.

METTERE IN PRATICA – A fronte di questa comuncazione che recepisce le posizioni dall'Esma (la European Securities and Markets Authority), gli intermediari dovranno decidere come metterla in pratica nel più breve tempo possibile e comunque entro e non oltre il prossimo 30 giugno.