Pioggia di vendite sulle banche, e in particolare su Mps, alla Borsa di Milano, che archivia un altro lunedì nero dall'inizio del 2016. Il Ftse Mib accelera al ribasso a fine seduta e torna ai minimi toccati l'ultima volta il gennaio scorso: -2,65% a 18.686 punti.
INDICE SUI MINIMI – Colpito tutto il settore bancario, in particolare quello delle popolari, in attesa del risiko. L’indice Ftse Mib ha di fatto azzerato i guadagni accumulati nell’intero 2015 e si è portato sui minimi di metà gennaio 2015. Il paniere principale di Milano, dopo un avvio promettente sopra quota 19.300 punti, ha accelerato al ribasso per chiudere con una flessione del 2,65% a 18.686 punti.
BANCARIO IN CRISI – Seduta drammatica per Mps. Il titolo della banca senese, dopo essere stato più volte congelato dagli scambi, ha chiuso con un tonfo del 14,75% a 0,765 euro. Aggiornati i minimi storici a 0,748 euro. I numeri sono impietosi: negli ultimi sei mesi è andata in fumo la maxi ricapitalizzazione da 3 miliardi di euro portata a termine la scorsa estate. Ha tenuto Telecom Italia (invariata a 1 euro) in scia alla notizia emersa nel fine settimana di un incremento della quota di Vivendi, già principale azionista del gruppo italiano delle telecomunicazioni.
ENI IN RIBASSO – Nel settore oil, che ha pagato l’effetto Iran, la peggiore è stata Saipem che ha teminato gli scambi con una flessione del 5,13% a 6,8 euro. Eni ha invece contenuto le perdite mostrando un ribasso dell’1,11% a 12,41 euro.