Brexit, valute emergenti colpite dal rischio

Il rischio Brexit continu a muovere i mercati in negativo. Succede anche con i mercati emergenti che l’indice MSCI EM ha perso il 4% in una settimana, dopo aver messo in fila quattro sedute consecutive in calo, la sequenza peggiore da cinque mesi a questa parte.

VALUTE IN RIBASSO – Rispetto ai minimi dell’anno, toccati il 21 gennaio scorso, si registra, ricorda InvestireOggi.it, un rimbalzo del 17,5%. La variazione annua resta negativa del 18%. Male anche per le valute emergenti, tanto che il rublo ha perso in una settimana il 4% contro il dollaro, attestandosi al momento a un cambio di 66,10, pur in rialzo di oltre il 9% rispetto all’inizio dell’anno. La divisa russa risente anche del ripiegamento del prezzo del petrolio sotto la soglia dei 50 dollari al barile, un fatto che potrebbe segnalare la fine del rally del greggio e di conseguenza anche per il rublo, visto che la materia prima rappresenta i due terzi delle esportazioni in Russia e quasi metà delle entrate statali.

BILANCIO NEGATIVO – L’indebolimento sta riguardando anche la lira turca, che su base settimanale cede l’1,3%, anche se si tiene lontana dal cambio di quasi 3 contro il dollaro, toccato tre settimane fa e conseguente alle vicissitudini politiche locali. Il bilancio è negativo anche per il real brasiliano nell’ultima settimana, avendo perso il 3,2% contro il biglietto verde, indebolendosi quasi ai livelli vigenti alla data dell’avvio dell’impeachment di Dilma Rousseff, sospesa temporaneamente dalla carica presidenziale.