Il Barcellona sta affrontando varie questioni economiche. Oltre allo stadio un nodo centrale per il club balugrana è rappresentato dalle sponsorizzazioni Qatar Airways e Nike così come i rinnovi contrattuali dei giocatori (Busquets e Neymar i primi) con un monte salari che già incide per il 69% sui ricavi.
NODO STADIO – Come riporta Calcioefinanza.it, la spesa è al momento incalcolabile, ma da 600 milioni si può ragionevolmente spingersi a sospettare che, anche se si dovessero concludere i lavori nei tempi prestabiliti (dal 2017 al 2021), il costo dell’operazione non potrebbe fermarsi sotto il miliardo di euro. Pur apparendo sempre tra le aziende calcistiche col più alto fatturato, il Barcellona non ha praticamente una lira. Al momento nessuno può garantire che il nuovo Camp Nou si farà sul serio.
RICHIESTA DI CAPITALE – Per costruire lo stadio il Barcellona dovrebbe chiedere almeno 400 milioni in prestito e non c’è nessuna possibilità di ottenerli, non prima che il club effettui un aumento di capitale, ma questo, in una specie di corto circuito finanziario, non sarà mai possibile finché non viene sciolto il nodo Qatar Airways: rapporti interrotti e impossibilità di mettere a bilancio gli incassi futuri da “jersey sponsorship” (finora Qatar dava 60 mln all’anno, pochissimo rispetto a quanto prende, per esempio, lo United da Chevrolet). Il nodo Qatar blocca anche la Nike. Il colosso americano è in ritardo di due mesi sulla produzione delle magliette per la nuova stagione perché il Barcellona non sa cosa fargli stampare sopra, se Qatar o altro, o addirittura niente. Fatto sta che due mesi di ritardo sui tempi di produzione sono un’enormità che la Nike farà pesare sul suo rapporto col Barcellona.
NODO CONTRATTI – In tutto questo c’è sempre da pensare ai rinnovi dei contratti di Neymar e Busquets, i più delicati (parliamo di 30 milioni l’anno netti e complessivi). Ma anche in questo caso, senza un aumento di capitale, il Barcellona, pur non avendo un tetto salariale, non può rischiare di contravvenire il fair play finanziario (non più del 69% dei ricavi può essere utilizzato per i costi di mantenimento della rosa) e rischiare altre sanzioni di mercato dalla Fifa.