Premier League, problemi di stemma e tatuaggi

Quando lo stemma di una società diventa un affare di stato. La Gran Bretagna è infatti scossa da due situazioni completamente differenti ma che sono pronte a fare giurisprudenza riguardo alla modifica del brand. La prima riguarda i colossi del Manchester City. Lo sceicco Mansour, proprietario del club, ha proposto ai tifosi la modernizzazione dello stemma della società.

I TATOO DEI TIFOSI – La risposta positiva dei tifosi, con tanto di sondaggio tra tutti gli affiliati al club, ha portato però la proprietà ad una decisione alquanto bizzarra ma ammirevole: tutti i fan che hanno tatuato sul loro corpo lo stemma del City, potranno ritoccare o modificare il proprio tattoo interamente a spese del club. Il senso di appartenenza nel calcio inglese è fortissimo non solo per i tatuaggi: in Scozia, la proprietà dell’Ayr United è letteralmente disperata perché un gruppo di tifosi di una squadra avversaria hanno presentato un esposto per far cambiare al club il proprio stemma.

CAMBIO STEMMA – Nel 1672 infatti, Re Carlo II decise che la croce di Sant’Andrea scozzese non poteva campeggiare in nessuno stemma privato. Dal 1950 l’Ayr United presenta nel proprio stemma la bandiera scozzese e adesso, mancando una differente giurisprudenza, il board del club proverà a salvare il salvabile, anche se si parla già di enormi danni di immagine a causa di questo cambiamento. Per chi volesse sperare nella salvezza del “crest” dell’Ayr United, c’è poco da fare: nella stessa legge del 1672 sono già incappati Donald Trump e la Porsche…