Secondo quanto riporta Calcioefinanza.it, i club francesi garantiscono ai propri tesserati stipendi più elevanti dei ricavi che ottengono in un anno. Tanto che negli ultimi anni le perdite finanziarie sono cresciute anno dopo anno.
PROBLEMA MASSE SALARIALI – Questa è una delle principali motivazioni, che spingono possibili investitori a rivedere le proprie strategie, come successo a Marc Coucke, uomo d’affari belga che era intenzionato a prendere in mano il Lille, prima di apprendere che il club aveva perdite finanziarie pari a 16 milioni. Nel complesso, la massa salariale della Ligue 1 è in linea con i criteri imposti dalla Uefa, che prevede un limite del 70% rispetto ai proventi delle società. Tuttavia c’è una grande disparità tra i 20 club del massimo campionato francese. Infatti, sono ben 11 quelli che non rispettano questi criteri.
I CASI PREOCCUPANTI – Di questi, il caso più preoccupante è rappresentato dal Rennes che spende il 96% dei ricavi totali per pagare gli stipendi ai propri giocatori (ben 41 milioni su 42.5 complessivi). Altri quattro club sfiorano l’80%: Lille, Bordeaux, Montpellier e Tolosa. Appena sopra la soglia stabilita dalla Uefa invece c’è il Saint Etienne che, nonostante sia uno dei pochi club ad avere stabilito un tetto salariale, spende il 76% dei propri ricavi. Nonostante questi numeri negativi, la Uefa si è però dimostrata abbastanza indulgente con le società della Ligue 1, soprattutto perchè devono versare il 75% di tasse sugli stipendi, ben più rispetto agli altri campionati europei.