Gli oriundi, scrive Calcioefinanza.it, possono contribuire al valore della Nazionale fino a 61 milioni di euro.
LA POLEMICA – Ogni volta che si parla di oriundi in Nazionale, scatta la polemica. C’è che crede che il loro arrivo in azzurro sia il sintomo di una cattiva gestione dei giovani nostrani (il vecchio refrain del “troppi stranieri in Nazionale”), c’è chi ama invece ricordare che l’Italia ha vinto 3 Mondiali su 4 con almeno un oriundo in campo. L’ultima polemica riguarda le convocazioni del commissario tecnico Antonio Conte, che per le partite contro Bulgaria e Inghilterra ha chiamato anche gli oriundi Franco Vazquez e Eder.
IL VALORE DEGLI ORIUNDI – Partiamo dagli ultimi due convocati. Franco Vazquez oggi vale 7,5 milioni di euro: il Palermo lo pagò 4,5 milioni di euro nel 2012 per acquistarlo nel 2012 dal club argentino del Belgrano (nel valeva però 2,4). Eder, invece, ne vale 9. I due quindi, apportano un valore di 16,5 milioni di euro alla selezione nazionale di Conte. Un’incidenza minima, su una rosa che, in base alle ultime convocazioni, vale in tutto 305,8 milioni di euro (aggiornata con Marchetti al posto di Perin).
GLI ALTRI CONVOCABILI – Se guardiamo invece agli altri azzurri oriundi convocabili, l’incidenza sul valore aumenta. Paulo Dybala attualmente vale 23 milioni di euro. Dybala ha sempre dichiarato di sognare l’Argentina, ma formalmente può ancora vestire l’azzurro. Romulo, della Juventus, è nato in Brasile ma è già stato convocato nella Nazionale agli ultimi Mondiali, proprio nella sua terra d’origine. Fermo per infortunio, in futuro è considerabile tra i convocati. Vale 7,5 milioni di euro. Assieme a Romulo ci sono Paletta e Thiago Motta. I due valgono rispettivamente 6,5 e 5 milioni di euro ed hanno fatto parte dell’ultima Italia mondiale. Jorge Luiz Frello, in arte Jorginho: il centrocampista del Napoli vale ad oggi 11 milioni di euro. In attacco, oltre Vazquez e Dybala, potrebbe rientrare Pablo Osvaldo, che attualmente vale 8 milioni di euro.