Fabio Capello può tornare a sorridere. L’allenatore della nazionale russa di calcio e Oreste Cinquini, il suo team manager, hanno visto finalmente pagati i loro stipendi in sospeso.
COPERTO IL BUCO – Pare infatti che la Federcalcio russa (RFU) abbia coperto un buco pari quasi a 6 milioni di dollari, anche grazie all’aiuto del miliardario russo (e azionista dell’Arsenal), Alisher Usmanov. Una delle problematiche maggiori relative al prolungamento del debito è stato il tasso di cambio. Data la svalutazione del rublo, lo stipendio di Fabio Capello, che non viene pagato con la moneta nazionale, è aumentato in termini di costi.
FUTTUAZIONE DEL RUBLO – Il figlio di Capello, Pier Filippo, che gli fa da manager, ha detto che la RFU stava cercando di giocare con la volatilità del rublo e di ripagare quindi il debito ad un tasso di cambio differente da quello attuale. Nel mese di dicembre il rublo è crollato al minimo storico di 75 rubli per un dollaro, mentre a settembre viaggiava intorno ai 38. Attualmente è, invece, intorno ai 62.