Il Napoli è ricco, ma non può spendere

Per quanto possa apparire paradossale, scrive Calcioefinanza.it, il Napoli si trova con un bilancio record, ma con l’impossibilità di spendere.

RICAVI RECORD – Il club napoletano ha infatti registrato un fatturato in crescita del 56% a quota 237 milioni (contro i 151 del 2013), ma che sconta condizioni eccezionali (in primo luogo, la mega-plusvalenza di Cavani) e soprattutto registra un'impennata dei costi dovuta agli acquisti di star del calibro di Gonzalo Higuain, che frena la crescita del club se verranno ancora rimandati gli indispensabili investimenti su infrastrutture e governance.

LE SPESE – La nota dolente del bilancio del club di Aurelio De Laurentiis è rappresentata dai costi. La società nel 2014 ha sostenuto “spese” complessive per 203 milioni, aumentate del 42% rispetto al 2013. In particolare, spiega Il Sole 24 Ore, gli ingaggi sono saliti del 33% da 64,6 a 83,6 milioni, mentre la campagna acquisti svolta tra l'estate del 2013 e gennaio 2014 con l'inserimento in organico di diversi giocatori di prima fascia ha fatto esplodere gli ammortamenti del 74%, da 35 a 59,3 milioni. Questo vuol dire che la somma di ingaggi e ammortamenti, che serve pesare il costo effettivo della rosa, arriva nel 2014 a quota 142,9 milioni (contro i 99 milioni del 2013). Vale a dire che i soli costi per potersi permettere l'organico della passata stagione superano i ricavi strutturali del club di almeno 15 milioni.

MANI LEGATE – Se non aumentano strutturalmente i ricavi (a prescindere dalle plusvalenze e dalla partecipazione alla Champions che non rappresentano entrate in qualche modo “certe”), insomma, il Napoli non può permettersi di “mantenere” altri campioni. Anche se i soldi per acquistarli ci sarebbero. Gli otto bilanci in utile consecutivi chiusi dalla società partenopea hanno permesso di mettere in cassa (tra riserve iscritte a bilancio e utili dell'ultimo esercizio) la cifra record per il calcio italiano di 72 milioni (erano 52 nel 2013).