FINANZA 1.0 – Nonostante Facebook, Twitter e LinkedIn siano preziosi strumenti per i consulenti finanziari e i responsabili marketing, i giovani in realtà quando si tratta di fare scelte finanziarie non si fidano ancora molto dei social media. Secondo uno studio condotto da Bny Mellon e un team di studenti presso l'Università di Oxford, solo lo 0,3% dei giovani intervistati vogliono che le società li contattino attraverso i social network. Facebook e Twitter non sono considerati, insomma, come un canale efficace per instaurare relazioni dirette
LO STUDIO – Lo studio, intitolato ‘The Generation Game: Savings for the New Millennial’, indaga sulle priorità dei risparmiatori, sull’attitudine verso la previdenza complementare, e sulle aspettative verso le istituzioni finanziarie. L’indagine si basa su un campione internazionale di 1.178 giovani nati dopo il 1980: la cosiddetta generazione millennial. Il 40% di loro preferisce il sito web o le mail come principale forma di contatto con le società che forniscono servizi finanziari. Il 23% preferisce il contatto faccia a faccia, il 18% preferisce il cellulare, il 5,4% le lettere, mentre il 3% preferisce che siano i genitori a fare da tramite. Solo l’1,4% preferirebbe un contatto attraverso un’app sullo smartphone.
SFERA PERSONALE – Dati sconfortanti per il capitolo previdenza. Un intervistato su due (il 49%) dichiara infatti di non sapere bene come funzionino le pensioni. La fonte preferita di consigli in ambito finanziario? Il 52% dei giovani si rivolge ancora ai genitori: più del doppio di chi, invece, chiede informazioni alla propria banca (il 24%). In ogni caso, conclude il rapporto, i giovani non amano l’idea che le loro informazioni personali e finanziarie vengano utilizzate attraverso i social media. La finanza personale è un questione privata e deve rimanere tale.