IL “CARTELLO” – I colossi della Silicon Valley finiscono sotto l’occhio del ciclone. Secondo quanto riportato dal sito CnnMoney, Google e Apple, Intel e Adobe insieme ad altre società avrebbero siglato un accordo segreto per non rubarsi i talenti a vicenda. È quello che emerge dai documenti istruttori del processo ai danni delle grandi aziende dell’hi tech, accusate da circa 64 mila impiegati di aver stretto tra il 2005 e il 2009 un “patto di non belligeranza”. Sulla testa di queste multinazionali pesa una class action che se avrà successo le costringerà a pagare un risarcimento record di 3 miliardi di dollari.
LE LETTERE – Il patto di non aggressione risalirebbe addirittura ai tempi di Steve Jobs che avrebbe spedito una lettera a Sergey Brin di Google con scritto: “Se assumete una sola di queste persone, è guerra”. L’accordo, da cui si sarebbe sottratta Facebook, sarebbe stato raggiunto in seguito a diverse riunioni riservate tra i grandi capi di questi colossi, come risulta da alcune mail diffuse e pubblicate dal sito Pando.com
LA MORTE – Il processo comunque dovrebbe iniziare il 24 maggio a San Jose, California, sempre che le società non si accordino prima: in mancanza di “patteggiamento” infatti, l’ammontare di 3 miliardi potrebbe essere triplicato, secondo le regole dell’Antitrust, e arrivare alla cifra record di 9 miliardi. Ad aggiungere un tocco macabro alla vicenda, la morte in circostanze sospette di Brandon Marshall, programmatore e fautore della class action.