Bobo Vieri chiede un risarcimento di 3 milioni di euro al suo promotore finanziario

BOBO VIERI CONTRO IL SUO PROMOTORE – È una strana storia quella dell’atto di citazione che l’ex bomber della Juventus, dell'Inter e della Nazionale Bobo Vieri ha presentato al Tribunale di Milano per chiedere un risarcimento di 3 milioni di euro a un promotore finanziario di Azimut Consulenza sim.

LA VERSIONE DELL'EX BOMBER – La versione di Vieri è che lui e suo fratello Massimiliano avevano iniziato a versare somme al promotore nel 2004 sino al giugno del 2005, in quanto il professionista aveva prospettato investimenti da cui avrebbero tratto guadagni ingenti. Guadagni che non sono arrivati, così come non sono stati restituiti i 3 milioni che i fratelli Vieri avevano affidato al promotore finanziario, nonostante i numerosi solleciti. L’ex bomber aveva provato anche a ricomporre la vicenda davanti alla Camera di Conciliazione di Milano, ma né il promotore finanziario né i rappresentanti di Azimut si sono presentati. Di qui l’iniziativa di una causa civile (la denuncia penale per truffa è stata trasmessa al Tribunale di Roma per competenza) perché fra l’altro il reato di cui è accusato il promotore finanziario è prescritto.

LUNGA AMICIZIA E INVESTIMENTI IMMOBILIARI – Ma a scavare bene dietro questa vicenda emergono particolari inediti, anzitutto quello della lunga amicizia fra Vieri e questo promotore finanziario, che risale a ben prima di quando il professionista entrò nella società che fa capo alla quotata Azimut guidata da Pietro Giuliani. Un altro particolare importante è che gli investimenti fatti dal promotore finanziario per conto di Vieri non riguardano in nessun modo prodotti di casa Azimut. "Gli investimenti in questione", dicono dalla società, "risultano fuori dal perimetro Azimut”. In effetti, secondo quanto risulta a SOLDIWEB, si tratta di investimenti immobiliari, quasi tutti concentrati sul territorio laziale. Infine, risulta che lo stesso promotore finanziario sia stato vittima di truffa (evidentemente perpetrata da chi lo aveva convinto della bontà dell’investimento immobiliare che lui aveva poi proposto a Vieri) e si consideri perciò parte lesa.