Downgrade dei bond Usa all’orizzonte?

Prosegue lo shutdown statunitense, che vede le attività finanziate dalla spesa governativa limitate e una parte degli impiegati pubblici al lavoro senza retribuzione. E la durata di oltre 30 giorni lo rende il più lungo della storia, al punto che le agenzie di rating stanno valutando un declassamento dell’affidabilità creditizia del Paese, come già per altro avvenuto nel 2011. Tuttavia prosegue anche il recupero di Wall Street, incurante di queste problematiche. La ragione? “Probabilmente – affermano gli analisti di Wings Partners Sim – la reazione di fuga dal rischio da parte degli operatori del mondo finanziario in caso di un downgrade potrebbe essere una vendita di titoli di Stato americani e una riduzione dell’esposizione al dollaro e non invece una vendita massiccia dell’azionario Usa”.

Comunque sia, più a lungo l’attuale situazione di stallo durerà, maggiore sarà l’effetto sulla crescita del PIL del primo trimestre, che si andrà a sommare al rallentamento registrato a livello globale e certificato dalle stime del Fondo Monetario Internazionale riviste al ribasso a inizio settimana.

“I primi risultati – fanno notare da Wings Partners Sim – si sono visti sulle domande di muti, in calo del 2,7%, che avranno un impatto significativo sulla vendita di immobili e quindi sull’attività di costruzione più in generale, già alle prese con le difficoltà legate al tasso dei tassi d’interesse della Fed. La vendita di case esistenti già lo scorso mese ha mostrato un calo del 6,4% rispetto ai livelli di novembre, con una ripresa che difficilmente si potrà registrare a gennaio, con queste premesse”.

In questo scenario, nel frattempo, il Vicepresidente cinese al World Economic Forum di Davos, ha rassicurato i mercati sullo stato di saluta della Cina, con Pechino che, come fatto notare, si è concentrata più sulla sostenibilità dell’espansione, piuttosto che sul mantenimento di livelli di crescita in linea con valori storici ma insostenibili. Da considerare inoltre anche la riduzione della crescita dell’indebitamento interno, che mette l’economia cinese su un piano più sicuro dal punto di vista dei rischi di una crisi finanziaria futura.

Lunga vita (di rialzi) qundi all’azionario e attenzione ai bond Usa e al dollaro? Stando così le cose, sembrerebbe di sì.