Nobel, ecco come investono

Non sono così ansioso di investire nell’azionario americano o in quello europeo”, dice il premio Nobel all’economia Robert Engle a BLUERATING a margine degli European Colloquia sul lago d’Iseo, organizzati da Pioneer Investments e dall’Istituto di studi economici e per l’occupazione.

Anzi, aggiunge Engle, che ha ricevuto l’onorificenza nel 2003, “ho ridotto la mia esposizione all’azionario aumentando quella verso i Paesi emergenti. In generale, ho fatto salire le mie posizioni liquide, di cassa”. E’ proprio così: i Nobel preferiscono la liquidità. Lo conferma, sempre a margine dell’evento, Christopher A. Pissarides, che dichiara: “a mio avviso, gli investitori professionali dovrebbero aumentare le loro partecipazioni nel settore sanitario, che pesa ancora troppo sulle spalle del comparto pubblico”.

E i consulenti dovrebbero convincere i pensionati “a investire di più, lasciando eredità meno consistenti  discendenti che a volte non se lo meritano”. Battuta a parte, Pissarides – insignito del riconoscimento lo scorso anno – investe in “depositi liquidi e conti correnti bancari. Devo rinunciare a rendimenti più alti”, dice in sostanza, “ma mantengo il capitale”.

Il Nobel all’Economia 1996, ovvero sir James Mirrlees, dal canto suo fa capire che preferisce restare liquido e che, semmai, punta su Australia e Nuova Zelanda. Ho ancora qualcosa in dollari”, aggiunge, precisando di non contarci troppo. Insomma, in questo periodo tra i Nobel Laureates la prudenza ha la meglio.