Moleskine, a novembre la prima pagina in Piazza Affari

L’azienda italiana produttrice dell’agenda Moleskine punta alla quotazione nel prossimo mese di novembre 2012, fa sapere l’azionista di maggioranza Syntegra Capital. Syntegra, il fondo di private equity che detiene il 67,7% del capitale dell’azienda dei taccuini, ha come obiettivo la Borsa di Milano ma, al contempo, potrebbe anche considerare altri mercati, dato che si tratta di un business su scala globale, commenta il managing partner Marco Ariello. “Stiamo guardando al mercato italiano da quando il brand Moleskine è stato lanciato nel Paese e, nonostante il contesto economico, riteniamo ci siano ancora possibilità di operazioni di quotazione interessanti come, per esempio, l’ipo di Cucinelli”, continua Ariello.

L’azienda registra il 30% delle vendite negli Stati Uniti mentre le percentuali scendono al 14% per Italia e Germania, al 10% per la Gran Bretagna, al 5% per la Francia, al 12% per il resto d’Europa, al 9% per l’Asia e al 5% per Africa e Medio Oriente. “Stiamo assistendo a una tendenza che vede l’Italia sempre più centrale nel mercato del lusso”, spiega un banchiere di equity capital market mentre aggiunge che i multipli in Italia si presentano in linea con quelli degli altri Paesi e potrebbero offrire premi persino maggiori. Se l’obiettivo di quotare in Italia andasse avanti, la società dovrebbe presentare tutta la documentazione a Borsa Italiana durante l’estate, in modo tale da essere pronta a cominciare una fase di pre-marketing e il roadshow nel mese di ottobre, dice Ariello.

La scorsa settimana il suo advisor finanziario Rothschild ha fatto recapitare alle banche la richiesta per la formazione del consorzio. Con la quotazione sul listino italiano, il marchio Cucinelli è stato valutato 527 milioni di euro, circa 14,3 volte il margine operativo lordo che, alla fine del 2011, si attestava a 40,16 milioni di euro, mentre il gruppo italiano del lusso Ferragamo è stato valutato 1,516 miliardi di euro, ovvero 13,6 volte il mol che, alla fine del 2010, era pari a 113,14 milioni di euro. Un altro banchiere di equity capital market fa sapere che, se si considera Moleskine al pari di un brand del lusso, le aspettative sono di una valutazione pari almeno a dieci volte l’ebitda. Le compagnie del comparto del lusso tendono a mettere a segno multipli che oscillano in un range tra le 9 e le 12 volte, commenta un terzo banchiere interpellato, anche se è ancora da capire come classificare il marchio Moleskine, se un brand del lusso o meno.

Come abbiamo scritto lo scorso mese di aprile, Syntegra aveva già sondato il terreno per un eventuale interesse da parte di potenziali acquirenti del marchio. Syntegra aveva cercato di piazzare Moleskine, che nel 2011 aveva messo a segno un margine operativo lordo di 28,6 milioni di euro, in una forchetta tra i 250 e i 300 milioni di euro, prezzo al tempo considerato ambizioso, secondo alcune fonti del private equity. Ariello ha smentito sia la possibilità di vendere il gruppo a eventuali partner, soci finanziari o industriali disponibili a rilevarene una quota importante, sia un’eventuale strategia cosiddetta del doppio binario, dicendo che “per asset con queste caratteristiche le valutazioni più interessanti provengono dal mercato”, aggiungendo che l’ipo ha già riscosso l’entusiasmo da parte di investitori istituzionali di alto profilo.

La società è cresciuta a una media del 25% all’anno negli ultimi sei anni, ha un management molto solido e non ha alcun competitor diretto, continua Ariello. Syntegra vuole continuare a essere azionista del gruppo anche dopo l’ipo, ha fatto sapere, ma senza specificare se l’intenzione è quella di restare sopra o sotto al 50%. Lo scorso anno, Syntegra ha venduto il 15% delle azioni Moleskine a Index Ventures nel corso di un’operazione che ha portato a valutare la società 200 milioni di euro. Una restante quota del 10,6% è ancora in mano al fondatore storico Francesco Franceschi, mentre il management detiene il 6,5%.