Il mondo delle imprese, all’interno di un contesto che vede il mercato del credito decisamente arido, cerca nuove forme di finanziamento diverse dai classici prestiti e mutui. Ecco perchè pensare a nuove alternative è quanto mai attuale. Alternative descritte in un breve identikit delle tre mode del momento, i cui dati sono forniti dal primo report italiano sul Crowdinvesting.
Equity crowdfunding
L’equity crowdfunding (raccolta di capitale attraverso la sottoscrizione diretta sul web di titoli partecipativi del capitale) nel 2015 ha raccolto nel mondo 2,56 miliardi di dollari in gran parte destinati a startup. In Europa il mercato di riferimento è il Regno Unito, dove la principale piattaforma CrowdCube ha raccolto finora oltre 168 milioni di sterline. In Italia, con la recente riforma del Regolamento Consob, l’equity crowdfunding ha cambiato marcia e solo nell’ultimo trimestre sono arrivate sul mercato 11 offerte.
Lending crowdfunding
Nel lending crowdfunding (o social lending) gli investitori possono prestare denaro attraverso Internet a persone fisiche (consumer) o imprese (business) a fronte di un interesse e del rimborso del capitale. Generalmente la piattaforma di lending seleziona il prestito attribuendo un rating e lo suddivide tra una molteplicità di investitori per frazionarne il rischio. Oggi in Italia esistono quattro piattaforme attive (Borsadelcredito.it per il settore business lending; Prestiamoci, Smartika, Soisy per il settore consumer lending) più una in arrivo (Younited Credit). Il totale dei prestiti erogati è pari a 28,3 milioni euro, con una durata media dei finanziamenti fra i 30 e i 40 mesi e il tasso annuo nominale (Tan) di circa il 6%, tra il 5,7% e il 7,7%.
Invoice trading
Per l’invoice trading esiste in Italia un’unica piattaforma attiva (Workinvoice.it) più due in arrivo (Instapartners e Cashme). L’invoice trading consiste nella cessione di una fattura commerciale attraverso un portale Internet che seleziona le opportunità e sostituisce il tradizionale ‘sconto’ della fattura attuato dalle banche. La cessione viene attuata o tramite un’asta competitiva o tramite il tranching in tante porzioni. Gli investitori quindi anticipano l’importo della fattura al netto della remunerazione richiesta.