Prestiti on line in crescita: il futuro è nel crowdfunding

Sul mercato del credito esistono numerose tipologie di prestiti on line, messe a disposizione da Istituti di Credito o anche da privati con la formula del Peer to Peer. Il Peer to Peer e i prestiti on line in crescita nel nostro Paese sono uno dei punti analizzati dal report dell'Università Cattolica di Milano sul crowdfunding, il finanziamento collettivo, che anche in Italia sta prendendo sempre più piede.  

CROWDFUNDING E PRESTITI ON LINE IN CRESCITA: I RISULTATI DEL REPORT – Dai dati prodotti dal report dell'Università Cattolica promosso da TIM, emerge che i progetti finanziati nel 2015 dalle 82 aziende presenti in Italia hanno raccolto 858mila donatori nel 2015. Gli italiani sembrano apprezzare il crowdfunding: questa pratica di finanziamento collettivo da maggio 2014 è cresciuto dell'85%, e in un anno le piattaforme sono cresciute del 65%. Questo settore può favorire anche la crescita occupazionale: le 82 aziende presenti nel mercato del crowdfunding danno attualmente lavoro a 250 persone, ma il trend sembra in crescita. Gli imprenditori italiani di questo settore, infatti, sono per la maggior parte sotto i 40 anni, laureati e con una formazione economica-ingegneristica: questa visione progressista potrà portare alla rapida crescita del progetto, con conseguente aumento delle posizioni lavorative ricercate e occupate.  

PRESTITI ON LINE IN CRESCITA: LA RIVOLUZIONE DEL FINTECH – Il Fintech è il   processo di applicazione della tecnologia all’industria bancaria e descrive la digitalizzazione dei servizi finanziari tramite le tecnologie basate su Internet: tra questi prodotti ci sono, appunto, i prestiti on line, e specialmente quelli tra privati.  Il 40% dei progetti finanziati riguarda le piattaforme di debito e in Italia le due principali, Prestiamoci e Smartika, crescono a ritmi elevatissimi. Queste piattaforme mettono in contatto le persone, e favoriscono la crescita dei prestiti on line tra i privati, che offrono condizioni più vantaggiose di quelle proposte dagli Istituti di Credito: gli utenti sembrano fidarsi sempre di più di questa tecnologia, nonostante l'oggetto dello scambio siano i soldi, che di solito gli italiani sono restii a gestire in maniera digitale. Il futuro sembra sorridere al crowdfunding aziendale e al Fintech, anche perché il futuro bancario potrebbe essere sempre di più tecnologico.