Al momento sono cinque i decreti che riassumono la riforma fiscale. Al centro del dibattito frode e reati fiscali, Iva, Tasi e tassa flat. In attesa della discussione del prossimo 16 giugno ecco le principali novità e i possibili scenari futuri.
FRODE FISCALE – La novità più discussa riguarda la norma salva Berlusconi, la depenalizzazione per le frodi fiscali inferiori al 3% del reddito imponibile che era stata introdotta lo scorso 24 dicembre. Inversione di marcia del governo: chi evade il Fisco con fatture false o altri mezzi fraudolenti, ricorre in un reato e quindi subirà l’applicazione di sanzioni penali (carcere fino a sei anni e la confisca dei proventi del reato). Resta da capire se il limite soglia del 3% resterà per i comportamenti di tipo non fraudolento (come vorrebbero alcuni consulenti del Pd) o se verrà invece cancellata definitivamente (nella direzione in cui spingerebbe il Tesoro).
OMESSI VERSAMENTI IVA – Dovrebbe salvarsi invece l’impunibilità per omessi versamenti Iva. L’ipotesi è quella dell’imprenditore in crisi che, pur presentando regolarmente la dichiarazione d’imposta, non versi l’importo corrispondente per mancanza di liquidità. Sembra che su questo punto il governo sia propenso alla depenalizzazione totale.
RIFORMA DEL CATASTO – Altro punto fondamentale della riforma fiscale sono le novità del catasto. I nuovi criteri prevedono il passaggio dal sistema dei vani a quello dei metri quadri allo scopo di adeguare il valore catastale a quello di mercato. Una delle questioni da risolvere riguarda gli “imbullonati”, ovvero i macchinari industriali su cui ad oggi si paga l’Imu come per gli immobili. Secondo l’ultima versione del decreto resa nuova, a pagare l’imposta municipale sarebbero solamente le centrali elettriche che, peraltro, hanno già ottenuto un beneficio pari ad un miliardo di euro l’anno grazie alla cancellazione della Robin Tax voluta dalla Corte Costituzionale.
LE ALTRE MISURE – Altro nodo centrale della riforma è la lotta all’evasione fiscale. Dalle misure ad hoc si punta a costituire un “fondo taglia-tasse” per alleggerire la pressione fiscale. Allo studio, infine, ci sarebbero anche altre misure come le tasse sul gioco d’azzardo e la riforma delle partite Iva e, più nello specifico, del regime dei minimi. È atteso anche il decreto sugli enti locali che, tra le altre cose, dovrebbe sbloccare 520 milioni per le detrazioni dei Comuni sulla Tasi.