Gli investimenti rischiosi sui titoli del terzo mercato

DOMANDA. Ho ereditato una posizione in titoli tra cui una società Italimpresa di cui in banca mi hanno detto che non esiste più. Potete darmi informazioni?

RISPOSTA. I titoli a cui fa riferimento il lettore erano negoziati all'allora terzo mercato, un insieme di scambi non regolamentati che avveniva nel palazzo di Borsa a Milano e che rappresentava per molti titoli l'anticamera del listino ai tempi in cui l'iter autorizzativo durava molti mesi. Si scambiavano, però, anche titoli di società di cui si sapeva molto poco e che venivano pubblicizzate sui giornali o con il passaparola. Ciò comportava la nascita di ampie speculazioni alla fine delle quali migliaia di risparmiatori rimanevano con in mano titoli invendibili. Ed è proprio quello che è accaduto ad Italimpresa. Le ultime notizie di cui disponiamo sulle azioni Italimpresa risalgono al giugno 2010, quando fu convocata un'assemblea per l'azzeramento del capitale e la successiva ricostituzione. Le azioni esistenti furono quindi annullate. Sempre in quel periodo il Tribunale di Reggio Emilia respinse la richiesta di risarcimento avanzata verso due ex amministratori, Giuseppe Aspra e Federico Pozzi, giudicandoli non responsabili del dissesto sebbene il bilancio 2002 non evidenziasse perdite esistenti su derivati che furono contabilizzate solo l'anno successivo. Non responsabile pure il finanziere Vezzani, indicato dal consulente della procura come proprietario della società portoghese Horizon da cui Italimpresa avanzava forti crediti. Il lettore, in definitiva, ha in mano azioni che valgono nulla.

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