Errori o dati mancanti nel 730 precompilato? Niente paura perché il Fisco, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, consentirà di inviarlo una seconda volta per chi lo ha già trasmesso e non si è reso conto di dati mancanti o errori.
FINESTRA TEMPORALE – In questo modo si potrà apportare correzioni a errori o anomalie presenti nel modello preimpostato dalle entrate. Un'opportunità che, però, sarà concessa per una finestra temporale predeterminata e limitata. I soggetti interessati disporranno di una funzione che permetterà di riaprire la dichiarazione, di apportare modifiche e di rinviarle. Il contribuente potrà intervenire sul modello inviato e su cui aveva già apportato modifiche o integrazione, per esempio inserendo il dato sulle spese mediche e farmaceutiche che danno diritto alla detrazione. In questo modo il secondo invio sostituirà il primo e la precedente precompilata trasmessa si considererà annullata.
I DATI MANCANTI – Uno dei principali problemi emersi nelle ultime settimane riguarda la mancata indicazione nelle certificazioni uniche dei redditi del dato relativo al numero di giorni lavorati. Di conseguenza l'informazione non è stata caricata nel 730 precompilato. Uno dei principali problemi emersi nelle ultime settimane riguarda la mancata indicazione nelle certificazioni uniche dei redditi del dato relativo al numero di giorni lavorati. Di conseguenza l'informazione non è stata caricata nel 730 precompilato.
PRESSING PER LA PROROGA – Intanto continua il pressing per ottenere una proroga della scadenza del 7 luglio, attualmente prevista per l'invio del 730. “La scadenza del pagamento della Tasi, prevista per il 16 giugno, non ci spaventa: il vero problema è la mole di lavoro che stiamo ancora facendo con i 730”, ha spiegato ieri Valeriano Canepari, coordinatore della consulta Caf. “Cerchiamo di non appesantire -fa notare Canepari- le attese dei contribuenti, magari inviando a casa i moduli, oppure facendo trovare nelle sedi Caf i moduli già stampati. Un lavoro organizzativo per non far aspettare troppo, creando file inutili negli uffici”. Anche se ben vista dei Caf, la proroga dovrebbe fare i conti con una serie di questioni operative: potrebbero, infatti, sorgere problemi sia sui tempi di erogazione dei rimborsi in busta a paga (che arrivano tradizionalmente a luglio) per chi risultasse a credito, sia sulla prima rata per chi opta per il versamento dilazionato dell'Irpef a debito.