RIFORMA DEL CREDITO – "Abbiamo bisogno urgentemente non tanto di una bad bank quanto di una buona legge sul recupero crediti". Così Rocco Buttiglione, vicecapogruppo di Area Popolare alla Camera. "Due sono le obiezioni che la Commissione europea solleva contro i progetti italiani di istituire una bad bank", prosegue. "La prima: se lo Stato italiano compra dei 'non performing loans', ossia dei crediti nei quali i debitori non sono in grado di far fronte alle loro obbligazioni, la cifra di acquisto, se non coperta da nuove entrate, va ad aumentare il deficit e il debito pubblico. La seconda: se lo Stato compra dalle banche i 'non performing loans', questo costituisce un trasferimento di risorse alle banche senza corrispettivo e quindi un aiuto di Stato. In ambedue i casi", denuncia Buttiglione, "si tratterebbe di palesi violazioni dei trattati contro le quali la Commissione sarebbe costretta a intervenire. Dobbiamo scordarci la bad bank? Forse no".
UNA BUONA LEGGE PER IL RECUPERO – "Alla base di ambedue le obiezioni", sottolinea Buttiglione, "c'è la convinzione che i 'non performing loans' non valgano nulla. Ciò è abbastanza giustificato perché il tempo medio necessario per il recupero del 'non performing loan' va in Italia dai quattro agli otto anni. Con tutti gli annessi e connessi questo vuol dire che alla fine si recupera dal 10 al 20% del valore. Se non è 0 poco ci manca. Una buona legge sul recupero crediti", spiega l'ex ministro, "potrebbe più che dimezzare i tempi di recupero del credito ed elevare il suo valore fino al 60% di quello originario. A quel punto la bad bank potrebbe acquisire il credito al suo valore di mercato e cadrebbe sia la prima che la seconda obiezione della Commissione. La bad bank resterebbe utile per creare un mercato dei 'non performing loans' che adesso non esiste ma non violerebbe nessuna regola comunitaria e, forse, non sarebbe neppure strettamente indispensabile". Se poi si consentisse alle banche di ammortizzare le perdite sui 'non performing loans' in un solo anno invece che in cinque come è attualmente, il sistema sarebbe ulteriormente facilitato. Questa ultima misura, però, non è a costo zero e il suo impatto sulla finanza pubblica va quindi attentamente valutato. Se il governo non farà rapidamente proposte in questo senso", conclude il deputato, "il gruppo parlamentare di Area Popolare potrebbe prendere l'iniziativa".