PRESTITO VITALIZIO – È in vigore dal 6 maggio la legge che rinnova il prestito vitalizio, il quale offre un'opzione in più rispetto alla vendita della nuda proprietà a chi vuole monetizzare il valore della sua casa incassando subito i soldi ma lasciando comunque agli eredi la scelta sul destino dell'appartamento. Come funziona? In pratica, con il prestito vitalizio non si perde il possesso della casa, dal momento che spetta agli eredi decidere se rimborsare il finanziamento e tenersi la casa oppure metterla in vendita per restituire il prestito, entro 12 mesi dalla successione, incassando la differenza. In ogni caso, secondo la legge, la somma da restituire non potrà mai essere superiore al valore commerciale dell'immobile al momento della successione.
OCCHIO AGLI INTERESSI – Per gli interessi è prevista la capitalizzazione composta: gli interessi maturati annualmente si sommano al capitale e danno a loro volta origine ad altri interessi. La legge include la possibilità di concordare un eventuale rimborso anticipato di interessi e spese: in questo caso varrà la capitalizzazione semplice, in virtù della quale si abbasserà significativamente l'entità del rimborso alla scadenza del prestito. L'accesso al prestito è consentito a partire dai 60 anni di età, e non più dai 65 come in passato, e ci si può rivolgere alle banche e a tutte le finanziarie autorizzate. Il prestito vitalizio prevede un'ipoteca a garanzia del prestito, ma non c'è alcun rimborso fino alla scadenza, ovvero per tutta la durata della vita del sottoscrittore. In caso di comproprietà dell’immobile, il prestito è legato alla vita di tutti e due i coniugi.
PRIMA CASA (E DI VALORE) – L'erogazione dei prestiti vitalizi avverrà esclusivamente in caso di proprietà di immobili che abbiano caratteristiche tali da poter essere facilmente commercializzati e che abbiano un significativo valore di mercato. L'immobile ipotecato deve necessariamente essere quello nel quale il proprietario risulta avere la residenza anagrafica. Cioè, deve coincidere con la prima casa. Inoltre, dal momento che l'immobile è l'unica forma di garanzia per il soggetto erogatore, chi richiede il prestito si vedrà presentare una clausola contrattuale con la quale si impegna a garantire la manutenzione ordinaria, mentre per eventuali interventi di manutenzione straordinaria è necessaria l'approvazione espressa del soggetto erogatore del finanziamento.
L'AMMONTARE DEL FINANZIAMENTO – L'ammontare del prestito vitalizio è calcolato sia in base al valore di mercato della casa che in base all'età del richiedente: più alta è l'età, maggiore è l'importo del finanziamento. L'importo massimo erogabile è generalmente compreso tra un minimo del 15% e un massimo del 50% del valore, normalmente determinato con una verifica effettuata da un perito immobiliare su indicazione del soggetto finanziatore. Il prestito vitalizio, come il mutuo, può essere a tasso fisso, variabile o variabile con tetto massimo. A fronte dei costi del prestito, che comunque possono essere considerati troppo alti per gli eredi tra capitale erogato e interessi, la legge prevede anche la possibilità di optare, anno per anno, per un rimborso della sola quota interessi.
TUTELA DEI CONSUMATORI – Per mettere a punto ogni forma di tutela dei sottoscrittori è prevista una serie di consultazioni tra l'Associazione bancaria italiana e le associazioni dei consumatori. A breve, anche un decreto del ministro dello Sviluppo economico dovrà prevedere norme specifiche finalizzate a garantire trasparenza e certezza dell'importo oggetto del finanziamento, dei termini di pagamento, degli interessi e di ogni altra spesa dovuta. In questo modo dovrebbe essere più facile effettuare i vari conteggi sull'effettiva convenienza del prodotto e, dunque, delle offerte dei vari soggetti finanziatori.