Per prima cosa tra le spese di un conto corrente è bene tenere d’occhio le commissioni: per il bancomat, per le bollette, per i bonifici altre perché sono questi a far lievitare i costi. Come fare quindi a controllare la spesa? Ecco, come ricorda la guida “Come investire nel 2015” del Corriere Economia, le voci da monitorare nel conto corrente, in modo da poterle negoziare (o cambiare banca).
1. Il bonifico.
È ancora la commissione più alta. Un bonifico allo sportello e per contanti, su altra banca, è un salasso che in alcuni istituti arriva a sfiorare gli 8 euro. Si possono risparmiare un paio di euro con l’addebito in conto e resta conveniente il bonifico ripetitivo, che è aumentato, ma costa la metà. La soluzione più economica per trasferire denaro resta il bonifico online: oggi però quasi tutte le banche lo fanno pagare e la commissione può toccare i 2,25 euro.
2. Il prelievo Bancomat
Salvo rarissime eccezioni, quello su altra banca è sempre costoso e può superare i 2 euro. Meglio prelevare denaro sui Bancomat del proprio istituto di credito, dove la spesa è ancora zero.
3. Il prelievo di contanti alla cassa, in filiale
Dopo le proteste dei consumatori, non tutte le banche hanno azzerato questa spesa, che può sfiorare i 3 euro.
4. Il canone della carta di credito
Incide sulla spesa di fine anno per il conto corrente. Il costo annuo può arrivare a 33 euro, o più.
5. Addebito della rata del mutuo
Questa commissione era praticamente zero nel 2010, ora può avvicinarsi ai 3 euro.