Roaming, l’abolizione dei costi slitta al 2018

In Europa succederà entro il 2018. Questo almeno è l’obiettivo che si è data la Presidenza lettone dell’Ue. Un obiettivo necessario, visto quanto oggi sia indispensabile avere un accesso alla rete a poco prezzo ovunque ci si trovi. Una necessità sentita sia per quanto riguarda la connessione domestica, dal momento che sempre più consumatori pongono Tiscali e le sue offerte a confronto con quelle di Fastweb e degli altri operatori per trovare una soluzione conveniente, ma anche in mobilità, grazie al proprio smartphone.

COS’È IL ROAMING – A questo proposito, però, come ben sa chi si è recato all’estero, i costi per il traffico internet rischiano di lievitare notevolmente. Ciò è dovuto ai costi di roaming, che si hanno quando il proprio smartphone si appoggia ad un operatore straniero per effettuare chiamate o navigare in internet. Questo avviene perché nel paese in cui ci siamo recati non risulta disponibile la copertura dell’operatore con cui abbiamo sottoscritto un contratto.

SCADENZA POSTICIPATA – In teoria, l’abolizione dei costi di roaming in Europa doveva arrivare già entro la fine del 2015. Così, almeno, aveva dichiarato la commissaria Ue all’Agenda digitale Neelie Kroes. L’Italia, però, durante il semestre di presidenza conclusosi lo scorso dicembre, ha proposto di rinviare la scadenza, così da permettere ai gestori telefonici di adattarsi alla nuova situazione con più agio. Il Governo Renzi aveva anche presentato un documento in cui venivano proposte delle regole per tutelare proprio gli interessi delle Telco, un po’ meno quelli dei consumatori europei.

RICERCA DEL COMPROMESSO – Per cercare di accontentare entrambe le parti, la Presidenza lettone ha messo a punto un programma in due fasi. Inizialmente l’idea è quella di applicare delle tariffe “extra” oltre alcune soglie di utilizzo per chiamate e internet all’estero, per poi arrivare all’abolizione definitiva dei costi di roaming entro la fine del 2018. Una proposta che, almeno sulla carta, mette d’accordo tutti, ma che inevitabilmente comporterà tempi più lunghi per l’attuazione. Da qui lo slittamento del termine previsto per la soppressione definitiva dei costi di roaming.

OBIETTIVI RAGGIUNTI – Non che finora non sia stato fatto niente in questo senso. A fine giugno 2014, infatti, l’Ue aveva sancito il dimezzamento delle tariffe di roaming per quanto riguarda internet, e una riduzione del 20% per le chiamate. Rispetto al 2007, anno in cui si è iniziato a lavorare a questo obiettivo, il costo di chiamate e sms all’estero è diminuito del 90%, mentre i costi per internet sono ben 25 volte più bassi rispetto a quelli in vigore nel 2010.