La data è fissata per il 20 febbraio, quando il consiglio dei ministri discuterà i possibili correttivi da applicare alla riforma del regime dei minimi. Ma quali sono i nodi da sciogliere per rimediare?
COSA CAMBIERA’ – È lo stesso ministro del lavoro Giuliano Poletti a ribadire che il governo è pronto ad assumersi le sue “responsabilità”, confermando che quella delle partite Iva è e “resta una questione aperta che affronteremo nel Consiglio dei ministri del 20 febbraio”. Nel concreto? “Daremo una risposta adatta perché il governo vuole dare una mano ai giovani, ai free-lance e a quelli che ci provano”. Aveva anche aggiunto che la correzione, comunque, dovrà “produrre le condizioni che consentano di avere tutele e una regolazione che non li penalizzi”.
ABBASSAMENTO ALIQUOTA – Al momento tra gli addetti ai lavori l’ipotesi più gettonata resta quella dell’abbassamento dell’aliquota al 10%, eventualmente con un aumento progressivo legato al fatturato. C’è anche chi prevede il mantenimento dei vecchi minimi almeno per tutto il 2015, in modo da avere tempo di studiare al meglio la riforma in modo equo.