La scelta per 12 milioni di italiani avverrà da marzo, quando partirà l’operazione Tfr in busta paga. Continuare a impiegare gli accantonamenti annuali del Tfr (trattamento di fine rapporto) come si è fatto finora, cioè lasciandoli in azienda (o nel fondo Inps, per le imprese con più di 50 dipendenti) ai fini della liquidazione al momento del pensionamento, oppure destinandoli al finanziamento di un fondo pensione integrativo? O invece, ed è questa la novità, dirottare gli stessi accantonamenti in busta paga, aumentando così il proprio stipendio?
VANTAGGI FISCALI – Questa scelta si potrà compiere a partire dal primo marzo prossimo e fino alla metà del 2018. Una volta presa questa decisione il lavoratore non potrà tornare indietro. L’azienda gli verserà la quota mensile di Tfr in ogni stipendio fino a giugno 2018, quando la sperimentazione si chiuderà. È evidente che nel fare la sua scelta il lavoratore terrà conto di molteplici fattori e non solo dell’aspetto fiscale. Ma per quanto riguarda quest’ultimo, scrive il Corriere.it, il fatto che il governo abbia deciso di sottoporre il Tfr in busta paga alla ordinaria tassazione Irpef (alla quale si aggiungono le addizionali locali), fa sì che il prelievo risulti maggiore di quello agevolato previsto sul Tfr (si applica l’aliquota media effettiva degli ultimi 5 anni di lavoro), tranne che nei casi di redditi molto bassi.
FORBICE DI TASSAZIONE – Secondo il Caf Acli, il lavoratore deve considerare che “la forbice di tassazione separata sul Tfr si attesta normalmente tra il 23 e il 26%, allo stesso livello dei primi due scaglioni Irpef che scontano due aliquote al 23 e 27% (rispettivamente fino a 15 mila euro lordi di reddito e dai 15 mila ai 28 mila euro)”. Fatto questo primo calcolo va però anche valutato, a svantaggio del Tfr in busta paga, che alle aliquote ordinarie Irpef vanno sommate le addizionali regionali e comunali, che "l’immissione del Tfr inciderà sulle detrazioni per lavoro dipendente o familiari a carico» e su eventuali prestazioni legate all’Isee (asilo nido, eventuali esenzioni Tasi, eccetera)".
AUMENTO STIPENDIO – Detto questo, per avere un’idea di quanto aumenterebbe lo stipendio scegliendo l’anticipo del Tfr, si tratta di circa 72 euro netti al mese per un reddito lordo di 18 mila euro l’anno, 100 euro per un reddito di 25 mila, 125 per uno di 35 mila. Infine, il lavoratore che volesse aderire all’operazione Tfr in busta paga dovrebbe anche considerare che, se è iscritto a un fondo pensione da almeno 8 anni può già ora chiedere, senza doverlo motivare, fino al 30% del montante accumulato, godendo di una tassazione più favorevole.