Dal 1° gennaio 2016 è entrata in vigore la riforma delle tariffe elettriche 2016. Da quest’anno ci saranno quindi modifiche graduali sulle bollette che interesseranno famiglie e piccole imprese.
LE VOCI DA MODIFICARE – Nel dettaglio, però, non verranno modificate tutte le voci in bolletta, ma soltanto quelle corrispondenti ai servizi di rete e agli oneri generali di sistema. La riforma introdotta dall'Autorità punta a modificare due componenti tariffarie: i servizi di rete e gli oneri generali di sistema. Con i servizi di rete, ricordiamo, vengono coperte le spese derivanti dal trasporto dell’energia dagli impianti di produzione alla rete di distribuzione locale e poi alle abitazioni, così come la gestione dei contatori e attività di misura dei consumi energetici. Gli oneri generali di sistema coprono invece sussidi a beneficio di certe attività o soggetti, non necessariamente appartenenti al settore energetico; quelli più noti sono i sussidi alle energie rinnovabili e il supporto alla dismissione del nucleare.
QUOTA ENERGIA – Tanto i servizi di rete come gli oneri generali di sistema sono definiti e aggiornati dall’Autorità, con identici valori per i consumatori in maggior tutela che nel mercato libero. Queste componenti tariffarie sono a loro volta composti da diverse voci di spesa, fra cui una chiamata “quota energia”, espressa in centesimi di euro per chilowattora; la quota energia dei servizi di rete e degli oneri di sistema non è fissa ma progressiva, ovvero aumenta in funzione dei consumi energetici: più elevati sono i consumi e la potenza contrattuale, più si pagherà per la quota energia.
LE TEMPSTICHE – Quando abbiamo detto che l'Autorità per l'energia vuole eliminare la progressività delle tariffe, ci riferivamo a queste voci: la quota energia delle suddette componenti tariffarie. Questo processo però sarà graduale e durerà due anni. Dal 2016 si interviene sui servizi di rete, eliminando la progressività della quota energia già dal 1° gennaio scorso; in più vengono semplificate le voci di spesa, seppur c'è un rincaro su alcune di esse. A partire del 1° gennaio 2017 invece verrà soppressa la progressività della quota energia degli oneri generali di sistema, unicamente però nelle bollette delle famiglie, e limitato a due il numero di scaglioni di consumo.
QUALI GLI OBIETTIVI – Con questa riforma l'Autorità vuole “elettrificare” i consumi energetici, spingendo agli italiani a fare più uso dell'energia elettrica, invece di altri fonti che non sono rinnovabili. Fino all'anno scorso, le famiglie che consumavano più energia elettrica, pagavano di più. In questa maniera, non conveniva scegliere alcune tecnologie molto efficienti, come le pompe di calore, le auto elettriche o le piastre a induzione. Per colpa della progressività delle tariffe, queste tecnologie “pulite” venivano penalizzate e le famiglie preferivano altre fonti di energia non rinnovabili come il gas o il GPL.
LIVELLI DI POTENZA – Oltre a eliminare la progressività della quota energia dei servizi di rete, quest'anno l'Autorità ha sospeso transitoriamente il contributo di 30 euro che viene richiesto quando si aumenta la potenza installata dell'impianto, necessario quando si opta per alcune delle tecnologie precedentemente menzionate. Infine, la riforma introdurrà una maggiore granularità nei livelli di potenza tra cui il consumatore potrà scegliere, seppur questi livelli non siano stati ancora resi noti.