La portabilità dei conti correnti è stata approvata dal consiglio dei ministri. Cosa vuol dire? “Che il costo di chiusura è a carico della banca e va fatto in tempi relativamente rapidi, è qualcosa che va a beneficio dei consumatori”. Lo ha spiegato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.
COSTI ZERO – Il provvedimento inserito nell’Investment compact varato dal governo Renzi contiene anche "misure che allargano i canali di finanziamento disponibili per le imprese agli intermediari non bancari. Si tratta, ha proseguito, "una filosofia che va nella direzione dei trend europei di unione dei mercati dei capitali".
DIRETTIVE EUROPEE – L’articolo due del decreto stabilisce che gli istituti bancari e i prestatori di servizi di pagamento, in caso di trasferimento di un conto di pagamento, adottano e concludono la procedura entro i termini previsti dalla direttiva europea (massimo 15 giorni) senza oneri e spese di portabilità a carico del cliente. In caso di mancato rispetto delle modalità e dei termini previsti dalla nuova normativa l’istituto bancario o il prestatore di ultima istanza è tenuto a risarcire il cliente in misura proporzionale al ritardo e alla disponibilità esistente sul conto di pagamento al momento della richiesta di trasferimento.
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STRUMENTI FINANZIARI – Viene poi previsto che il trasferimento del conto di pagamento garantisca la portabilità senza ulteriori oneri e spese per il consumatore anche per il trasferimento di strumenti finanziari, di ordini di pagamento e di ulteriori servizi e strumenti ad esso associati.
TRASPARENZA – Le banche e gli intermediari finanziari, recita infine la disposizione, devono rendere noti gli indicatori che assicurano trasparenza alla clientela, come l'indicatore sintetico di costo e il profilo dell’utente, anche attraverso gli sportelli automatici e gli strumenti di accesso remoto ai servizi bancari.
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OBIETTIVO COMPETIZIONE – L'obiettivo della manovra? Favorire la concorrenza sul fronte dell'offerta. Soprattutto perché egli ultimi anni, i conti correnti in Italia restano tra i più costosi a livellon europeo. Secondo l'ultima indagine annuale di Bankitalia sui costi dei conti correnti delle famiglie, le spese di gestione nel 2013 sono state pari a 81,9 euro (7 in meno rispetto al 2012), quindi quasi 7 euro al mese. Tuttavia, se si considerano anche gli interessi e le commissioni su eventuali scoperti (nonché gli oneri fiscali), la spesa media sale a 97,1 euro.
GESTIONE SALATA – Ma, come al solito, non è tutto oro quello che luccica. Da anni Adusbef e Federconsumatori si battono a tutela del correntista che ha dovuto subire aumenti di conti corrente da parte delle banche, che hanno imposto "continui balzelli aggiuntivi, spese e commissioni applicate per appesantire i salati costi di gestione". Nell'ultimo rapporto a riguardo preparato dalle associazioni e pubblicato in dicembre, emergeva che il costo medio di gestione di un conto corrente con "profilo a bassa operatività" (così come emerge dall’Indicatore sintetico di costo (Isc) che ogni banca è obbligata a indicare nel riassunto annuale dell’estratto conto) si attestava a 321 euro, il triplo della media europea.