Prestiti personali, quali criteri di valutazione usano le banche?

Quando arriva una spesa improvvisa o semplicemente si sta vivendo un momento di difficoltà economica, rivolgersi alle banche è spesso l’unica via percorribile. Ecco quindi che si sceglie di richiedere un finanziamento finalizzato, oppure, nel caso in cui si necessiti semplicemente di un po’ di liquidità, di informarsi sui prestiti personali offerti dagli istituti di credito alla ricerca di quello che presenti le condizioni più vantaggiose. Questa tipologia di credito è però molto rischiosa per le banche stesse, le quali applicano criteri di valutazione piuttosto severi.

I RISCHI PER LA BANCA – Questo perché, per ridurre il rischio di insolvenza la minimo, l’istituto deve verificare la presenza dei requisiti necessari per poter rimborsare il prestito senza troppe difficoltà. Innanzitutto l’affidabilità creditizia: se per caso ci è già capitato di aver avuto difficoltà nel pagamento di prestiti personali e di aver saltato delle rate, saremo con ogni probabilità stati segnalati alla Centrale Rischi della Banca d’Italia. In questo caso è difficile che una banca si assuma il rischio di farci credito nuovamente.

I PARAMETRI PER VALUTARE – La politica di rischio che le banche adottano per capire quanto convenga loro fare credito ad un determinato soggetto contempla però anche altri parametri. Prima di erogare prestiti personali, infatti, gli istituti si informano anche sul reddito del richiedente e sulla consistenza delle sue entrate, così da capire se potrebbe avere difficoltà nel rimborso delle rate. In questi casi, la presenza di un’entrata mensile, stipendio o pensione che sia, è senz’altro un punto a favore, mentre la questione diventa più complessa per i lavoratori precari o con contratti atipici.

LE ALTRE GARANZIE – Se poi l’importo richiesto inizia a diventare di una certa importanza, allora è probabile che le banche richiederanno anche altre garanzie. Tra queste la più diffusa è la fideiussione, tramite la quale una terza persona si impegna a fare da garante al richiedente del finanziamento. Ricordiamo infine che tali criteri possono variare da una banca all’altra, motivo per cui potremmo vederci un finanziamento negato da un istituto e approvato da un altro.