3 azioni europee da avere nel proprio portafoglio

In uno scenario di crescente volatilità gli esperti di Société Générale, riporta Milanofinanza.it, continuano a preferire le azioni Usa e quelle dell'Eurozona, rispetto ai mercati emergenti che non offrono un profilo rischio/rendimento interessante. Ecco sui listini del Vecchio continente le società che consigliano di acquistare.

1.StMicroelectronics
Il gruppo guidato da Carlo Bozotti merita un prezzo obiettivo di 9 dollari, del 20% superiore alle quotazioni attuali. Se si aggiunge il rendimento della cedola stimato del 5,3 % (nel 2014 e 2015) si ottiene un total return superiore al 25%. Il rating buy è motivato dal rafforzamento atteso della redditività, mentre procede il programma di taglio dei costi. L’eps (utile per azione) è stimato 0,19 dollari nel 2014 e 0,56 nel 2015, che corrisponde a un p/e (prezzo/utile) rispettivamente di 39,3 e 13,3. Il prezzo/valore di libro (p/bv) è invece intorno a 1,2 in entrambi gli esercizi. Da inizio anno il titolo ha accusato sul Nyse una performance negativa (-4,6%), nonostante il rialzo del 7% nell’ultimo mese. I risultati del quarto trimestre 2014 saranno comunicati nel gennaio 2015.

2. Siemens
Il management del colosso tedesco (82,2 miliardi di euro) guidato da Josef Kaeser, vuole riportare tutte le divisioni entro il range dei margini reddituali che erano stati indicati come obiettivo, continuare a ottimizzare il portafoglio prodotti (6 miliardi di euro di disinvestimenti sono già stati annunciati e diventeranno effettivi nel 2015) e battere la concorrenza sul fronte delle tecnologie digitali. Il target price di 110 euro implica un potenziale di rialzo del 18%, mentre il rendimento della cedola sale dal 3,5% dell’esercizio 2014 al 3,8% nel 2015. Il titolo tratta 14,6 volte l’utile 2014, per scendere a 13,5 nel 2015 e 10,7 nel 2016. Il total return (performance + dividend yield) a 12 mesi del titolo sul listino Xetra è stato del 3,5%. I risultati del primo trimestre dell’esercizio, che si conclude a fine settembre, saranno annunciati il 27 gennaio 2015. I rischi di essere costretti a rivedere il target price sono legati all’aumento della pressione sui prezzi e a decisivi cambiamenti nei progetti.

3. Bg group
Il gigante petrolifero inglese (oltre 30 miliardi di sterline di capitalizzazione) ha raggiunto un accordo per cedere la controllata al 100% QCLNG al gruppo australiano Apa per circa 5 miliardi di dollari. Questa operazione consentirà di ridurre il debito e finanziare gli investimenti futuri. Il prezzo obiettivo di 1.275 pence corrisponde a un margine di crescita superiore al 45%, perché il gruppo sta dimostrando di riuscire a gestire al meglio il suo portafoglio di asset, riuscendo in futuro a sorprendere in positivo il mercato. Il total return del titolo negli ultimi 12 mesi è stato pesantemente negativo (-29,3%). I risultati del quarto trimestre saranno comunicati nel febbraio 2015, mentre il nuovo ceo sarà in carica da marzo. I rischi al ribasso sono rappresentati dall’ulteriore discesa della quotazione del greggio, dalle difficoltà legate all’esecuzione dei progetti (Brasile e Australia) e dal peggioramento della situazione in Egitto.