Il Fisco mette in ginocchio l’immobiliare: tasse triplicate in tre anni

Il fisco prende di mira l’immobiliare. In questi anni di crisi, infatti, la pressione fiscale alle stelle e le basse rendite per i proprietari stanno mettendo a dura prova la tenuta del comparto edilizio.

L’ALLARME – L'allarme arriva da uno studio di Assimpredil Ance, secondo il quale l'imposizione patrimoniale immobiliare è passata dai 9 miliardi di euro del 2011 ai quasi 25 di quest'anno. Questo, a fronte di rendite per i proprietari ridotte attorno all'1%. Per fare un esempio, nel caso di un investimento di 22,5 milioni di euro, se l'operazione ha pienamente successo l'Erario arriva a incassare, senza alcun rischio, oltre 7,2 milioni di euro a fronte di un guadagno per l'imprenditore di 4,3 milioni di euro. Se l'imprenditore non vendesse alcun appartamento, per lo Stato ci sarebbe comunque un gettito di 2,8 milioni, con zero utili per chi ha fatto l'investimento.

TASSE – A questo si deve aggiungere che un operatore, nel corso della costruzione, deve pagare sull'area edificabile l'Imu e, oggi, almeno per il Comune di Milano, anche la Tasi. Dunque, per un' area di valore pari a 9 milioni di euro, l'importo complessivo di Imu+Tasi dovuto per quest'anno (e per tutti gli anni della costruzione) al Comune sarebbe pari a 102.600 euro.