Mutui a tasso zero, come cambia la rata con l’Euribor negativo

I MUTUI – Il tasso Bce (ridotto allo 0,05%) o gli indici Euribor a cui sono agganciati sono ai minimi di tutti i tempi e la sensazione è che sono destinati a rimanere su tali livelli, o comunque su livelli eccezionalmente bassi e lontani dalla media storica del 3%, ancora per molto tempo. Una magra consolazione, scrive Il Sole 24 Ore, che però riguarda una buona fetta di italiani, circa 3 milioni fra coloro che hanno un mutuo da pagare, secondo le stime delle associazioni dei consumatori.

I TAGLI DELLA BCE – Inoltre, gli indici Euribor stanno continuando a perdere colpi. Da quando la Bce ha infatti tagliato il tasso di riferimento dallo 0,15% allo 0,05%, portando a -0,2% il tasso sui depositi presso la Bce, ovvero quello che la Bce "dovrebbe" pagare alle banche che parcheggiano la liquidità a breve termine presso l'istituto di Francoforte. Adesso in pratica sono le banche a dover pagare una tassa (lo 0,2%) per depositare soldi presso la Bce.

I TASSI EURIBOR – Ne consegue che molti istituti preferiscono scambiarsi la liquidità tra loro a condizioni migliori, piuttosto che pagare la Bce per parcheggiare il denaro. L'Euribor a 1 settimana viaggia da diverse settimane già sottozero: oggi è stato fissato a -0,006%. Il tasso a 1 mese, invece, per ora resiste sopra la parità ma è vicinissima ad azzerarsi (0,007%) e non è da escludere tecnicamente una scivolata in territorio negativo. Stesso discorso per l'Euribor a 3 mesi (0,04%).

COSA SUCCEDERA’ – La domanda che molti mutuatari si staranno facendo a questo punto è: cosa succede se l'Euribor scivola in territorio negativo? Come calcoleranno la prossima rata gli istituti di credito? A questo punto ai mutuatari non resta che porre personalmente il quesito allo sportello del proprio istituto per constatare se è pronto tecnicamente all'evenienza. In teoria, è sufficiente leggere il proprio contratto di mutuo. Se non è previsto diversamente, qualora l'Euribor dovesse scivolare in territorio negativo dovrebbe continuare ad essere sommato algebricamente (quindi sottratto) allo spread per ottenere il tasso finale del mese su cui calcolare la prossima rata. In un basket di contratti visionati dal Sole 24 Ore non sono stati riscontrati "ombrelli sull'Euribor", ovvero limiti oltre il quale l'Euribor non possa scendere per il calcolo della rata. Per cui in teoria questi contratti dovrebbero prevedere la sottrazione automatica dell'Euribor (se negativo) allo spread fisso per ottenere il tasso su cui calcolare la nuova rata.