A volta la seconda casa diventa insostenibile per molte famiglie italiane. Tasse manutenzione mangiano il rendimento e allora è la soluzione migliore è vendere. Come scrive Plus24, l’inserto settimanale de Il Sole 24 Ore, avvalendosi della competenza di Lupotto&Parteners, ha disegnato alcuni profili di risparmiatore che, incassati i soldi della vendita della casa, cerca il modo per farli fruttare, scegliendo il prodotto finanziario giusto. Ecco tre esempi.
1.
Profilo: 75 anni, pensionato con seconda casa di proprietà e redditi ormai insufficienti alle esigenze dell’età che avanza.
Obiettivo: Vendita della seconda casa per ottenere un capitale da utilizzare per prelievi periodici.
Suggerimento: La necessità di conservare il capitale derivante dalla vendita della proprietà rende consigliabili i conti deposito con scadenze modulate nel tempo e rinnovati di volta in volta (cosiddetto rollover, rinnovo sistematico di una posizione in strumenti finanziari). Tali strumenti permettono di ottener un rendimento annuo crescente all’aumentare della scadenza del vincolo, garantendo una quota del patrimonio sempre disponibile per poter effettuare prelievi periodici.
2.
Profilo: Coppia di 45 anni che possiede una seconda casa di proprietà, caratterizzata da un prelievo fiscale elevato e una redditività dagli affitti insufficiente.
Obiettivi: Vendita della seconda casa di proprietà per ottenere un capitale da utilizzare per la costruzione di un portafoglio prudente tale da generare un flusso cedolare periodico e costante.
Suggerimento: È possibile costruire un portafoglio con etf in grado di garantire una redditività soddisfacente e un flusso cedolare costante. Il portafoglio sarà composto per l’85% circa da etf obbligazionari in euro e valuta. Circa il 10% del portafoglio potrà poi essere investito in certificati di investimento a rischio credito, (credit-linked certificates). La parte restante in etf azionari.
3.
Profilo: Coppia di 50 anni con adeguata capacità reddituale che ha ricevuto in eredità un immobile
Obiettivo: Vendita dell’immobile per ottenere un capitale da utilizzare per la costruzione di un portafoglio “dinamico”.
Suggerimento: Si può costruire un portafoglio con minor flusso cedolare e più potenziale di apprezzamento, rispettando i principi di una corretta diversificazione. Il portafoglio sarà costituito per il 60% da strumenti obbligazionari in euro e in valuta. Il 15% sarà dedicato a certificati di investimento, a rischio credito e rischio mercato. Il rimanente 25% può essere destinato a etf azionari, diversificando sulle principali aree geografiche.