Bolletta energia, come risparmiare ottimizzando la lavatrice

Il costo dell’energia elettrica rappresenta una delle principali voci di spesa, con inevitabili conseguenze sui bilanci delle famiglie italiane.  Evitare tutte le situazioni di spreco energetico ricorrenti nei contesti domestici, come ad esempio tenere in stand-by i vari i dispositivi elettrici o utilizzare gli elettrodomestici non a pieno carico, potrebbe essere un primo passo per ridurre i costi.  Tuttavia per intervenire con maggiore incisività sulle spese, sarebbe opportuno scegliere una formula più adatta alle proprie esigenze, valutando le proposte del mercato. In questo caso le opportunità non mancano, basta ad esempio informarsi su Illumia, o su Edison, o su Enel e altri operatori per trovare la soluzione più vantaggiosa per le proprie esigenze.

Anche la scelta del tipo di mercato potrebbe essere una variabile importante da considerare. Si può decidere, infatti, di scegliere un operatore del libero mercato, dove i prezzi sono concorrenziali. In alternativa, ci si può affidare al servizio di maggior tutela dove i prezzi vengono stabiliti dall’Autorità per l’energia elettrica (Aeeg). Prese queste due importanti decisioni, ovvero la scelta dell’operatore e il tipo di mercato, si potrà intervenire sulle occasioni di spreco, dovute in parte all’uso scorretto degli elettrodomestici.

Più che scorretto, un uso poco attento, poiché non sempre ci viene naturale spegnere il televisore invece di lasciarlo in stand by o evitare di aprire il portellone del frigorifero inutilmente. Regina degli elettrodomestici, però, è la lavatrice e seguendo alcune linee guida e con un po’ di buon senso è possibile ottimizzarne l’uso per risparmiare sulla bolletta dell’energia.

Infatti, tagliare la nostra spesa energetica e idrica può riflettersi in maniera sensibilmente positiva sull’ambiente. Il primo accorgimento è da applicare nel momento dell’acquisto della lavatrice. Gli elettrodomestici, infatti, vengono classificati in base alla classe energetica, ovvero dalla sua capacità di consumi che incide sull’ambiente. Le classi energetiche vanno dalla A+++ alla D, dove la prima è la migliore e l’ultima la peggiore, e solitamente è sconsigliato l’acquisto di elettrodomestici nuovi inferiore alla classe A. Per fare un esempio, un lavaggio tradizionale da 5kg a 60° con un apparecchio di classe C consuma il 35% di energia, il 47% di detersivo e il 50% d’acqua in più rispetto a una lavatrice in classe A.

In ogni caso, alcuni accorgimenti valgono sia per le lavatrici nuove che vecchie:evitare lavaggi a temperature troppo elevate. Se non è proprio necessario altrimenti, infatti, si dovrebbe preferire sempre un lavaggio a 60° rispetto a uno a 90°: in questo modo si può risparmiare il 30% di elettricità. Il divieto di eccedere vale anche per l’uso del detersivo. Bisognerebbe mantenere sempre una proporzione di 25 ml di detersivo per ogni kg di biancheria da lavare, in ogni caso l’etichetta dei capi o le indicazioni sul libretto di istruzione della lavatrice potrebbero suggerire la giusta quantità di prodotto da utilizzare in base alla durezza dell’acqua, livello di sporco, e così via.

Lotta al prelavaggio, solitamente poco efficace e molto dispendioso, e non c’è miglior risparmio che il buon senso di programmare i lavaggi in modo che non vengano effettuati spesso carichi non pieni.  Inoltre, sarebbe meglio programmare i lavaggi anche in base alla propria tariffa dell’energia elettrica. Infine, chi ha compiuto la scelta di installare un impianto fotovoltaico per la propria abitazione, può integrarlo alle nuove tecnologie a disposizione in fatto di elettrodomestici, ovvero lavatrici che funzionano grazie all’acqua riscaldata dai pannelli: si potrebbe risparmiare fino al 50%.