Istat: il cuneo nel 2012 ha rappresentato quasi 50% del costo del lavoro

POTERE D’ACQUISTO – Tra il 2000 e il 2012, la pressione fiscale nei 27 paesi dell'Ue è diminuita complessivamente di 0,5 punti percentuali, mentre in Italia è aumentata di quasi 3 punti, l'incremento più elevato se si escludono i casi di Malta e Cipro. Lo rileva l'Istat che ha registrato anche una pessima notizia per le famiglie italiane: nel 2012 il potere d'acquisto delle famiglie è calato quasi del 5% (4,7%). La pressione fiscale in Italia si attesta nel 2013 al 43,8% del Pil (44% nel 2012).

CUNEO FISCALE – L’Istat ha anche rilevato che nel 2012 il valore medio del cuneo fiscale e retributivo per i lavoratori dipendenti è stato pari al 49,1% del costo del lavoro. I lavoratori hanno ricevuto in media 16.153 euro l'anno contro un costo complessivo del lavoro di 31.719 euro. I contributi sociali- spiega in commissione Finanze a Palazzo Madama il presidente dell'Istat, Antonio Golini – rappresentano la componente più elevata del cuneo fiscale (28% a carico del datore di lavoro e 6,7% a carico del lavoratore).

IMPOSTE TRATTENUTE – Ai lavoratori, inoltre, vengono trattenute le imposte sul reddito, (14,5%) inclusive dell'Irpef e delle addizionali regionali e comunali. A livello familiare, nel 2010, l'aliquota media del prelievo fiscale è pari al 19,2%, in lieve crescita rispetto all'anno precedente (+0,3 punti percentuali).