Cosa fare per cambiare fornitore di energia elettrica

CAMBIARE OPERATORE – Per passare al mercato libero, un cliente deve sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura che si sostituisce al servizio di tutela. Inoltre, è sempre possibile per un cliente passare da un operatore all’altro nell’ambito del mercato libero. Il sito Facile.it spiega tutti i passaggi. Una volta sottoscritto il nuovo contratto, la richiesta di chiusura del vecchio contratto (recesso) è inoltrata dal nuovo operatore a quello precedente, senza che ci siano altre incombenze per il cliente.

TEMPISTICHE – La nuova fornitura inizia nel momento in cui il nuovo operatore ha compiuto tutte le operazioni tecniche e commerciali necessarie a garantire il trasporto e la consegna al contatore del cliente, evitando così interruzioni del servizio. In ogni caso, la data prevista per il passaggio effettivo deve essere comunicata dal nuovo operatore al cliente al momento della firma del contratto ed è generalmente compresa tra uno e due mesi.

COSTO ZERO – Il passaggio da un operatore all’altro non costa nulla, salvo gli eventuali costi di bollo e di deposito cauzionale (o garanzia). Il deposito cauzionale è un importo che l’operatore può chiedere al momento della firma del contratto e che deve essere restituito entro trenta giorni dalla cessazione del contratto, comprensivo degli interessi legali. L’importo massimo che può essere chiesto dall’operatore di gas è di 25 euro per consumi fino a 500 metri cubi all’anno e di 77 euro per consumi tra 500 e 5.000 metri cubi all’anno. Non possono invece essere richiesti anticipi sui consumi. Il venditore di energia elettrica può richiedere un deposito cauzionale massimo di 11,5 euro al kilowatt di potenza prevista dal contratto, pari a 34,5 euro per la famiglia tipo. La somma è pagata in parte al momento della sottoscrizione (15,6 euro) e la parte restante in rate successive.