I MUTUI – Non è cambiato molto dopo la decisione della Bce di lasciare i tassi di riferimenti al minimo storico dello 0,25%. E anzi, una rassicurazione in più, il governatore di Eurotower Mario Draghi ha dichiarato che “i tassi resteranno bassi ancora a lungo”. Anzi, come si legge sul Sole 24 Ore, c’è chi ipotizza che nei prossimi mesi possano scendere allo 0,1%.
MEGLIO TASSO BCE – Questa è certamente una buona notizia per chi avesse – chi avesse intensione di farlo – un mutuo variabile. In più, il mercato dei tassi interbancari si sta riprendendo: “le banche ricominciano a scambiarsi il denaro tra di loro invece che bussare sempre alla porta della Bce”, spiega il quotidiano finanziario. Cosa vuol dire questo? Che l’Euribor a 3 mesi attualmente viaggia al di sopra del tasso Bce, 0,26% contro lo 0,25%. Di poco, è vero, ma se dovesse proseguire il trend del tasso interbancario, converrebbe legare il mutuo variabile al tasso Bce piuttosto che all’Euribor. Cosa che dal 2008 le banche sono obbligate ad avere nelle proprie offerte di mutui.