IL PESO DEL FISCO – Il duro cammino per “togliersi” il peso di tasse e contributi sarà di ben 172 giorni. È il tempo che, come riferisce il sito del Corriere della Sera, un rappresentante del ceto medio – un quadro con un reddito di 48.644 euro lordi, moglie e un figlio a carico – deve lavorare per pagare tasse, imposte e contributi previdenziali: 172 giorni su 365 solo per sfamare lo sfrenato appetito dell’Erario, pari a una pressione fiscale che supera il 47%. In totale, tra imposte sui redditi, locali e sui consumi, il conto dell’Erario arriverà nell’anno appena iniziato a quota 23.187 euro, quasi duemila al mese, contro i 22.563 del 2013.
L’ALTRO CONTRIBUENTE – Nel 2014, insomma, il cosiddetto Tax Freedom Day, il giorno della liberazione dal giogo delle tasse arriverà, nel 2014, solo il 22 giugno, due giorni dopo rispetto al 2013 quando la corvée tributaria terminava il 20 giugno. Va meglio invece per l’altro contribuente tipo preso in considerazione – un operaio con moglie e figlio a carico e reddito di 24mila euro lordi. Rispetto al 2013 pareggia i conti con il Fisco: dovrà lavorare 135 giorni, fino al 15 maggio, per far fronte a imposte e contributi. Esattamente come un anno fa.