Tassa sui rifiuti: dal 2000 bollette aumentate del 67%

GLI AUMENTI – Solo 13 anni fa ogni famiglia pagava mediamente 270 euro; ora, con il debutto della Tares, l’esborso medio dovrebbe invece attestarsi sui 451 euro. Un aumento esponenziale che, certifica la Cgia di Mestre, dal 2000 ad oggi è stato del 67%. I calcoli sono stati effettuati dall’Ufficio studi della Cgia sulla base dell’analisi dei bilanci di 11 Comuni capoluogo di Regione – Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Milano, Palermo, Torino e Trieste – che fino allo scorso anno applicavano la Tarsu, in seguito sostituita, per tutti gli 8.100 Comuni d’Italia, con la più onerosa Tares.

LE CAUSE – Le cause? Secondo la Cgia sono principalmente due: la Tares dovrà assicurare un gettito in grado di coprire interamente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, vincolo non previsto con l’applicazione della Tarsu; è prevista una maggiorazione di 0,3 euro/mq su tutti gli immobili per finanziare i servizi indivisibili dei Comuni. Un aggravio che non si spiega per il segretario dell’associazione, Giuseppe Bortolussi, visto che “la produzione dei rifiuti urbani è diminuita del 5% e l’incidenza della raccolta differenziata, che ha consentito una forte riduzione dei costi di smaltimento, è aumentata di oltre il 30 per cento”.