STUDI DI SETTORE PIU’ LEGGERI – I correttivi anticrisi alleggeriscono gli studi di settore per i lavoratori autonomi. Lo afferma la Cgia di Mestre a poco più di 20 giorni dall' ultima data utile per il pagamento delle imposte riconducibili alla dichiarazione dei redditi 2012: i ricavi pretesi quest'anno dall'Amministrazione finanziaria risultano più contenuti. “Graziè alla crisi molte categorie appartenenti ad esempio all'artigianato (autofficine, installatori impianti elettrici, parrucchieri, edili ecc.) possono tirare un sospiro di sollievo, in quanto la pretesa minima di ricavi da dichiarare è stata rivista al ribasso”, sottolinea l’associazione.
UN SEGNO DI SENSIBILITA’ – Una revisione accolta con favore dalla Cgia, che parla di un grande segno di sensibilità da parte dell'Amministrazione finanziaria. “A differenza degli anni scorsi”, fa notare Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, “grazie al lavoro fatto dalle categorie assieme ai tecnici dell'Agenzia delle Entrate, gli autonomi pagheranno meno tasse. In un momento così difficile non è cosa da poco”. In particolare, per tutti i 205 studi di settore, applicati su una platea di circa 3,5 milioni di lavoratori autonomi e di piccole imprese, sono previsti i correttivi congiunturali di settore. Per cogliere l'entità della crisi, il fisco ha definito le riduzioni tariffarie di 12 studi di settore professionali. Per gli altri 194 sono state misurate le contrazioni dei margini e della redditività d'impresa. In aggiunta, nel caso in cui il contribuente sia in una situazione di crisi particolarmente grave, è possibile attivare un ulteriore correttivo congiunturale individuale che rende ancor meno stingente le pretese del fisco.
ESEMPI PRATICI – Ecco alcuni casi concreti: per un’autofficina con 105.959 euro di ricavi dichiarati, sia per l'anno di imposta 2011 che per il 2012, il fisco pretende quest'anno 361 euro in meno, mentre l' anno scorso ha chiesto 3.821 euro in più. Per un installatore di impianti elettrici invece, con 123.219 euro di ricavi dichiarati in entrambi gli anni di imposta presi in considerazione, l'amministrazione chiede 12.312 euro di ricavi in meno per l'anno di imposta 2012, mentre nel 2011 ha ottenuto 5.554 euro in più. Infine per un parrucchiere con 141.583 euro di ricavi dichiarati in entrambi gli anni di imposta presi in esame, il fisco reclama 4.114 euro di ricavi in meno per l'anno di imposta 2012, mentre nel 2011 ha preteso 2.334 euro in più.