Aumentano le imposte fisse di bollo: ecco cosa cambia e cosa riguarda

L’IMPOSTA DI BOLLO – Dal 26 giugno sono operative le nuove misure dell'imposta di bollo. Gli importi stabiliti in 1,81 e 14,62 euro passano, rispettivamente, a 2 e 16 euro. La novità interessa solamente gli atti finalizzati a partire dal 26 giugno e non quelli fino al 25 giugno. Tale aumento non inficerà positivamente sui nostri conti, ma andrà a finanziare i maggiori oneri derivanti dalla ricostruzione dei paesi colpiti dal sisma in Abruzzo nel 2009.

L’AUMENTO A 2 EURO – L’aumento a 2 euro interessa: 1) le fatture che contengono importi non assoggettati a Iva; 2) gli estratti conto o altri documenti di accreditamento o addebitamento per somme superiori a euro 77,47; 3) ricevute o lettere commerciali presentate per l'incasso presso gli istituti di credito per somme inferiori a 129,11 euro.

L’AUMENTO A 16 EURO – Il bollo da 16 euro riguarda invece: 1) i documenti societari; 2) gli atti rogati o autenticati da un notaio o altro pubblico ufficiale; 3) le scritture private che contengono convenzioni (anche di natura unilaterale) che disciplinino rapporti giuridici di ogni specie; 4) istanze, memorie, ricorsi diretti agli organi dell’amministrazione dello Stato e degli enti pubblici territoriali che abbiano come fine l’ottenimento di provvedimenti amministrativi.

PER IL TERREMOTO DELL’ABRUZZO – Il rincaro era già previsto dal decreto legge del 26 aprile 2013 in materia di emergenze, si tratta di una misura a sostegno delle popolazioni colpite da terremoti e calamità naturali, in particolar modo quelle di Abruzzo ed Emilia. Dall’aumento dell’imposta dovrebbero essere recuperati oltre 1,2 miliardi di euro, 197 milioni di euro annui che, fra il 2014 e il 2019, verranno utilizzati per la riparazione di immobili e infrastrutture danneggiati o per l’acquisto di case nuove.