Canone Rai in bolletta, rischio slittamento a ottobre

Rischia di slittare a ottobre il pagamento del canone Rai in bolletta. Lo stop del Consiglio di Stato al decreto ministeriale rischia infatti di far slittare la data di luglio per il pagamento della prima rata. Il Consiglio ha definito il testo poco chiaro in alcuni passaggi chiave, come la definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo o la tutela della privacy dei cittadini in merito al previsto scambio di dati e d’informazioni fra gli enti coinvolti. Il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà rivedere urgentemente il decreto e poi rinviarlo al Consiglio di Stato per il nuovo parere. Serve altro tempo ed è quindi probabile che si rinvii a ottobre il pagamento della prima rata del canone. 
I dubbi del Consiglio di Stato riguardano in particolare riguardo all’esenzione del canone per tablet e smartphone “che non sono in grado di ricevere il segnale del digitale terrestre o satellitare”. Questo significherebbe che chi guarda un programma Rai via web, vecchie puntate di una fiction, per esempio, o ancora una partita di calcio in diretta (come è avvenuto per i Mondiali) se lo fa da un dispositivo mobile non è tenuto a pagare il canone. E’, infatti, il possesso di un televisore il requisito per il pagamento del canone, non degli altri device. Nella norma è stata solo aggiunta la presunzione del possesso del televisore che è il contratto di fornitura elettrica e si indica che anche se si possiedono più apparecchi si paga solo una volta. Gli utenti non pagano quindi per i contenuti Rai che guardano. In altre parole, chi non possiede il televisore non paga il canone ma può continuare a guardare i programmi Rai in streaming, con una contraddizione evidente. Il Consiglio di Stato ritiene, infatti, che serva una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio tv.