Per l’Unione europea ha ragione la Chiesa a non aver pagato tra il 2008 e il 2012 l’Ici, l’imposta sugli immobili diventata Imu nel 2012. Motivo? Chi ha contestato il regime di esenzione “non è giunto a dimostrare” le distorsioni del mercato e di conseguenza l’incompatibilità con le regole dell’Unione europea. Lo riporta La Stampa, citando una sentenza del Tribunale dell’Ue.
Ci sarà ricorso alla Corte, ma intanto non entreranno all’Erario tra i quattro e i cinque miliardi di euro, secondo stime dell’Anci, e si apre un contenzioso tutto a dodici stelle: il pronunciamento di oggi smentisce la Commissione europea, che invece aveva riconosciuto la violazione delle regole e la natura illecita delle scelte italiane.
In pratica, secondo la Commissione Barroso “l’Italia ha illegittimamente attuato l’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili, ma alla luce delle circostanze eccezionali invocate dall’Italia, non deve essere disposto il recupero dell’aiuto, avendo l’Italia dimostrato l’impossibilità assoluta di darvi esecuzione”. Solo che il Tribunale dell’Ue, respingendo i ricorsi con le motivazioni addotte (“il ricorrente non è giunto a dimostrare” l’illecito) va contro l’interpretazione dell’esecutivo comunitario.