La liberalizzazione dei mercati ha stimolato la concorrenza fra fornitori di energia e concesso ai consumatori una risorsa in più su cui fare affidamento per limitare le spese domestiche. Scegliere tra gli operatori concede ai cittadini maggior peso contrattuale e la possibilità di porre le tariffe Illumia a confronto con quelle di Eni, Enel o Edison incentiva le grandi compagnie a predisporre piani più vantaggiosi per accaparrarsi fette di mercato crescenti.
EVITARE BRUTTE SORPRESE – È importante, per chi decidesse di passare al mercato libero delle utenze energetiche (sancito tramite decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79), gestire al meglio la burocrazia e rispettare l’iter normativo per evitare brutte sorprese. Allo stesso tempo, è necessario ricordare che il risparmio non è scontato e che ogni valutazione preliminare è da considerarsi necessaria prima di sancire la sostituzione del fornitore di energia.
L’ITER – Iniziamo col dire che le incombenze gestionali nell’ambito del cambio di operatore sono da ritenersi a carico del nuovo gestore, al quale spetta il compito di inoltrare il recesso del vecchio contratto di fornitura. Il passaggio diventa operativo solo nel momento in cui il nuovo gestore abbia concluso tutte le necessarie operazione di carattere tecnico, commerciale e legale. Fino a quel momento, restano validi gli accordi sottoscritti con il vecchio ente energetico. Il passaggio ufficiale deve essere comunicato dal nuovo operatore, il quale si occupa anche della lettura del contatore e della sua comunicazione al precedente fornitore; quest’ultimo potrà così inviare l’ultima bolletta e calcolare il conguaglio. Da quel momento, avrete ufficializzato il cambio di fornitura. L’operazione è totalmente gratuita se si eccettua il deposito cauzionale che l’operatore può richiedere al nuovo cliente. Esso deve essere restituito entro un mese dalla cessazione del contratto.
LA PROCEDURA – La procedura è piuttosto semplice e non impegnativa né implica costi di alcun tipo. In valore assoluto, si tratta di un’operazione consigliabile, ma con alcune riserve. Come anticipato, le offerte e le proposte del mercato sono molteplici e spesso infarcite di terminologie tecniche potenzialmente destabilizzanti. Tra le valutazioni prioritarie vi è la scelta tra tariffa oraria e bioraria e, anche in questo caso, non ci sono indicazioni universalmente valide. La prima conviene a chi fa un utilizzo continuativo di elettrodomestici durante l’arco della giornata, la seconda permette notevoli risparmi a quanti restano fuori casa fino a sera e fanno un uso più intensivo delle risorse domestiche la sera e nel weekend. In caso di qualsiasi dubbio, l’alternativa migliore resta quella di appellarsi a persone esperte dell’ambito o di consultare il web, dove reperire guide e vademecum utili per ogni perplessità.