Carta revolving: i 6 consigli per usarla al meglio

TASSI IN DISCESA – La carta revolving è quella usata per rimborsare a rate gli acquisti. Secondo quanto scrive il Corriere Economia, i tassi d’interesse stanno scendendo, ma continua ad essere uno strumento d’emergenza, da sfoderare per piccoli importi (intorno ai 1.500) e consapevoli che la comodità paga: con tassi che partono da 14-15% e possono sfiorare il 24% tutto compreso. Il Taeg, tasso annuo effettivo globale, delle carte revolving è sceso dal 21,9% al 20,54%.

CARTE  PIU’ CONVENIENTI – Secondo l’indagine condotta dall’Università Bocconi, confronto giugno 2013-luglio 2014 – fra dieci grandi emittenti, American Express, Agos Ducato, Findomestic, Sanatader Consumer Bank, Unicredit, Carige, Bnl, Banca Sella, Banco Popolare e Fineco – la più cara per le carte revolving resta American Express, con Taeg al 23,6%. Segue Findomestic (22,9%) e Santander (22,07%). Le più economiche? Banca sella con Taeg al 14,2%, poi UniCredit con il 14,8% e Fineco con il 15%. Che fare quindi? Corriere Economia consiglia di utilizzarla per un acquisto specifico e poi per nulla fino altermine del rimborso. Ecco glia altri 6 consigli.

1. Come scelgo la carta?
Non fermatevi alla vostra banca. Se scegliete una carta emessa da un altro istituto, pagherete l’estratto conto con addebito diretto sul vostro conto corrente

2. La uso per prelevare?
Il meno possibile. Ritirare contante con carta di credito all’Atm costa fino al 4%.

3. Che accade se pago con la carta nei Paesi extra-euro?
L’import è convertito in euro al tasso di cambio quando l’operazione è contabilizzata, stabilito dal circuito della carta. In più c’è la commissione fino al 2%.

4. il negoziante può alzare il prezzo se uso la carta?
No. Lo dice l’articolo 3 del decreto 11/2010. Al limite può farvi uno sconto se pagate in un certo modo.

5. Posso usarla su Internet?
Sì. In caso di utilizzi fraudolenti, infatti, l’emittente è obbliga a rimborsarvi le somme addebitate (articolo 26, Codice del Consumo).

6. E se non la voglio più?
Potete recedere senza preavviso. È vostro diritto avere indietro la quota del canone annuo già pagato, per il periodo successivo al recesso.