Filantropi di nuova generazione

Per gli Ultra High Net Worth Individuals donare non è più un’attività accessoria e secondaria rispetto a quella di selezione degli investimenti, ma un tassello importante nella strategia generale di approccio alla gestione del patrimonio.
Come dimostra l’ultimo report sul tema realizzato da Wealth-X (società di ricerca specializzata nel wealth management) e Arton Capital, secondo cui nel 2014 le risorse destinate in media da ciascun donatore per scopi filantropici sono stati pari a 530 mila dollari per un totale complessivo di 112 miliardi di dollari. Ma secondo le stime, gli Uhnwi individuals arrivano a donare lungo il corso della vita circa 28,7 milioni di dollari.

Donazioni a +25% in nove anni
L’indice calcolato dalle due società combinando la dimensione media delle donazioni con il loro numero complessivo su base annua, ha continuato la sua scalata verso l’alto anno dopo anno, salendo del 25% in nove anni.
A dare un forte contributo alla crescita sostenuta di questo indice, secondo gli autori del rapporto, sarebbero state iniziative come il Giving Pledge, promossa nel 2010 da Bill Gates e Warren Buffett, per incoraggiare i miliardari di tutto il mondo a destinare più della metà la loro fortuna a cause filantropiche durante la loro vita. A novembre del 2015 il numero degli aderenti era di 138, pari a circa il 5,9% della popolazione miliardaria.

Istruzione al primo posto
Se si guarda all’ammontare complessivo delle donazioni, i miliardari più generosi durante la loro vita si trovano in India, nel Regno Unito e a Hong Kong. Se si guarda invece alle donazioni come percentuale delle ricchezza complessiva, la classifica vede in testa i grandi ricchi del Regno Unito, seguiti da quelli degli Stati Uniti e di Hong Kong.
Diversi sono gli ambiti in cui la filantropia si esprime anche se negli ultimi anni sembra essere prevalente il supporto a programmi di studio e di formazione. In particolare a ricevere le donazioni più importanti in termini di risorse sono i programmi di insegnamento di qualità più elevata. Una scelta che è stata messa in relazione con l’origine della ricchezza di molti filantropi più vicini al vissuto tipico del self made man ( per il 73,3% del totale degli Uhnwi) che al rampollo di nascita. Le donazioni individuali mediamente di dimensione più ampia sono tuttavia quelle destinate alle fondazioni per un importo di 30,7 milioni di euro. Tale fenomeno è dovuto al fatto che un miliardario su dieci di solito ha costituito una fondazione in modo da mantenere il controllo sulla destinazione delle risorse donate e per ottimizzare anche a livello fiscale i propri fondi.

Le nuove frontiere
Anche se ancora oggi il primo passo verso la filantropia avviene tramite donazioni dirette, stanno prendendo piede diverse forme più articolate e basate sul ritorno sociale ed economico che il sostegno finanziario è in grado di generare. Molti donatori hanno preferito la via della costituzione di una fondazione privata, che può essere gestita in modo individuale, in collaborazione con la propria famiglia o tramite un consiglio di amministrazione. Una platea crescente tuttavia di miliardari invece sembra preferire uno schema diverso, più vicino alla loro esperienza professionale: in pratica vengono adottati modelli sostenibili e duraturi in grado di generare ritorni e benefici misurabili. Da qui lo sviluppo di nuovi strumenti per raggiungere obiettivi filantropici come il “venture philanthropy”, l’impact investing, e la micro finanza. Secondo Wealth-X queste nuove forme costituiscono il 7% del totale delle risorse destinata a progetti di filantropia per un importo complessivo di 7,8 miliardi di dollari.
La Breakthrough Energy Coalition (BEC) promossa da Bill Gates, in collaborazione Jeff Bezos, Richard Branson, George Soros e Mark Zuckerberg, indica la nuova rotta. L’obiettivo del fondo, oltre ad abbassare il costo delle energia rinnovabili e ridurre le emissioni inquinanti, è di ottenere un ritorno tangibile dall’investimento. Il Bec incentiva le aziende ad abbandonare i combustibili fossili attraverso il progresso tecnologico. In pratica Gates e i suoi colleghi miliardari stanno applicando lo stesso senso per gli affari già sperimentato nel corso delle loro rispettive carriere, anche alla beneficienza, trasformandola in una filantropia al passo con le mutate esigenze della società.

Rosaria Barrile