Passaggio di testimone nel segno della continuità ai vertici di Banca Generali dove Gian Maria Mossa prende le redini che gli aveva affidato da tempo Piermario Motta, scomparso prematuramente a fine marzo, nel percorso che punta a fare della banca del Leone la prima banca private per valore e qualità dei servizi di pianificazione patrimoniale. Lo stesso Philippe Donnet, Ceo Group di Generali e consigliere da 3 anni nella banca, ha guidato una transizione che rispettasse il valore della squadra riconoscendo a Mossa l’accelerazione nello sviluppo della rete e nel posizionamento della società che ne hanno fatto un punto di riferimento nel risparmio in Italia.
Deleghe accorpate
Con la riunione di tutte le deleghe dall’ultimo consiglio di aprile intorno al direttore Generale, in linea ai principi Eba (European Banking Authority) e con l’avallo di Banca d’Italia alle disposizioni bancarie che lasciano di riporto al consiglio le funzioni di controllo (compliance, rischio, antiriciclaggio, audit), la banca trova dunque nuovo slancio dalle sinergie e dalla omogeneità di una visione strategica che si avvicina ancor più all’azione dei professionisti. L’attenzione di Mossa al talento della rete è nota nell’ambiente, sin dal suo passato prima in Allianz dove è stato un precursore nello sviluppo di piattaforme ad hoc per il Wealth Management e soluzioni innovative di prodotto, poi in Fideuram dove diede vita al servizio di consulenza evoluta divenuto un baluardo della società, fino al successo nella nuova frontiera di soluzioni in Banca Generali: dalla sfera dell’advisory patrimoniale ormai al test definitivo della clientela, alle nuove gestioni profilabili interamente su misura unendo differenti asset-class e molteplici vantaggi correlati. E il consenso e la risposta dai professionisti alle sue iniziative non si è fatta attendere.
Rapporti stretti con i banker
Il sondaggio Eurisko sulla soddisfazione complessiva tra i banker posiziona Banca Generali al primo posto nel mondo delle reti, avendo superato negli ultimi tempi anche realtà storiche di lunga tradizione nel settore. Lo stesso si evince dai numeri Assoreti dove la raccolta pro-capite e gestita della società si posiziona ai vertici delle classifiche. La stessa raccolta nell’ultimo biennio è decollata oltre i 4 miliardi per ciascun esercizio e nei primi 3 mesi dell’anno ha superato il miliardo e mezzo proiettando le masse oltre la soglia dei 42 miliardi, con una crescita di oltre 15 miliardi dal suo ingresso nell’estate del 2013 quando prese le redini della rete. Il lavoro improntato da Motta nel passato, privilegiando il pieno supporto ai consulenti nella propria crescita professionale come si evince dall’incremento dei portafogli (da 7 milioni nel 2005 a sopra i 24 milioni a testa nel 2016), ha trovato quindi nell’arrivo del suo “delfino” non solo continuità, ma rinnovato impulso da tutta una serie di iniziative di formazione, prodotti e servizi su misura, e soprattutto innovazioni tecnologiche. In questa direzione i progetti sul tavolo sono molteplici tanto che la società sembra assumere in diverse divisioni i contorni di una start up, in termini di entusiasmo e brain storming di risorse ed expertise internazionali. La connotazione private dallo sviluppo delle soluzioni “hub” patrimoniali, riconducibili alla divisione Wealth Management, si aggiunge alla nuova digital collaboration che facilita tutti i processi di interazione con la clientela pescando dalle migliori esperienze di customer centricity dei giganti consumer della tecnologia. Il lavoro sui servizi è stato affiancato da quello sui prodotti dove la rosa d’offerta punta su scalabilità di vantaggi e personalizzazione, che trovano connotazioni su misura per meglio adattarsi alle esigenze della consulenza del professionista e del suo interlocutore. Gli interventi non sono passati inosservati.
Focus sui reclutamenti
L’attenzione dai grandi talenti nel private e nella pianificazione patrimoniale ha portato all’inserimento di nomi noti nell’industria e ad un’accelerazione nei reclutamenti top, tanto che dalla media di circa 60-70 fino all’anno fino al 2013, il numero è salito oltre alle 100 unità nel 2014 e a 120 nel 2015. E nei primi quattro mesi dell’anno la soglia dei cinquanta è già stata superata a conferma di un trend in ascesa e dei riflettori puntati dal mercato al timone di Mossa nella regia di sviluppo della società.