Npl, grandi movimenti dei fondi internazionali

Probabilmente il decollo è vicino. Dopo mesi a discutere della carenza nel mercato italiano di investitori specializzati nei non performing loans, le ultime ore hanno fatto segnare una serie di novità, che fanno ben sperare per un comparto che potrebbe risultare decisivo sia per risolvere uno dei principali nodi del sistema creditizio italiano, sia come forma di investimento alternativo per i detentori di grandi portafogli.
Da una parte c’è Atlante che si è alleato con il Credito Fondiario. Il problema resta la raccolta, in quanto le grandi banche (come Intesa Sanpaolo e Unicredit) hanno fatto sapere di non voler ricapitalizzare Atlante né di voler partecipare con altre risorse a nuove iniziative, malgrado l’impegno iniziale (per un miliardo a testa) sia stato finalizzato soltanto per circa 850 milioni: resterebbero quindi teoricamente circa 150 milioni per ognuno dei due istituti.
Dall’altra parte crescono le manovre degli operatori internazionali nel mercato italiano. Cerberus e Algebris sono i fondi in pole position per rilevare pacchetti di crediti deteriorati messi in vendita dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Complessivamente finiranno sul mercato 900 milioni di euro, relativi a 16mila posizioni, ma è verosimile che in questa fase la dismissione sia limitata a due tranche da 200 milioni a testa. C’è curiosità intorno alla valorizzazione di questi asset. Nelle scorse settimane Carige aveva rifiutato di vendere ad Apollo npl per il 18% del valore nominale, ritenendo inadeguata l’offerta. Se si riuscisse ad arrivare almeno al 22-23%, c’è da credere che questa operazione potrebbe fare da benchmark per altre cessioni a breve.

Luigi dell’Olio