Perseverante e determinato, amante della famiglia e del basket, Massimiliano Masetti è il responsabile private banking del gruppo Banca di Bologna. Si comprerebbe un aereo per viaggiare nel mondo, perché pensa che la conoscenza e la curiosità non debbano mai mancare. E, oltre a parlare di se stesso, racconta di una Bcc con un’anima da banca universale.
Lo scenario è sempre più complesso dal punto di vista normativo e fiscale e pianificare operazioni il passaggio generazionale, la successione e il portafoglio classico in titoli è determinante. Come vi state muovendo?
In effetti ci sono in programma modifiche normative relative alla legge sulle successioni e donazioni con un disegno di legge già presentato in parlamento all’inizio del 2016. Abbiamo affrontato questo tema già da tempo cercando di sensibilizzare i clienti che possono avere necessità in questo ambito, fornendogli prima di tutto una consulenza. Gli strumenti più utilizzati vanno dai trust e patti di famiglia a polizze vita con soluzioni di private insurance, quindi personalizzate con garanzie sul capitale o soluzioni aperte.
Che tipologia di clienti avete? Quante sono le masse e a che cosa puntate?
Per quanto la nostra sia una realtà di dimensioni non particolarmente rilevanti, abbiamo cercato di costituire un sistema efficiente dove la trasparenza e serietà nostra e le necessità del cliente siano al primo posto. I nostri clienti a tendere devono avere una soglia di patrimonio finanziario presso il nostro istituto pari a 1 milione di euro e la necessità di confrontarsi con un consulente di elevata professionalità.
L’investimento in tecnologia è essenziale. Come lo state affrontando e dove sta andando l’industria?
Sicuramente la ritengo una delle sfide più importanti di questo periodo storico, tutti quanti noi abbiamo fatto una evoluzione culturale sul fronte della tecnologia, ormai siamo tutti dotati di smartphone, tablet e pc pertanto anche nel nostro ambito è indispensabile essere all’avanguardia: oggi il nostro cliente se ha uno smartphone e il proprio dito (leggasi impronta digitale) può verificare e controllare in tempo reale la sua posizione titoli, l’andamento dei mercati e il suo conto corrente. Anche noi stiamo cercando insieme ai nostri provider informatici di essere al passo: ad esempio con la firma grafometrica sui contratti e sulle operazioni bancarie, con home banking di ultima generazione.
Cosa potrebbe succedere sul fronte private?
Ritengo che, sia per i nostri clienti sia per chi lavora in un istituto bancario di credito cooperativo, si possa valutare positivamente la soluzione che vede la creazione di una o più holding, per tre motivi: l’immediato rafforzamento patrimoniale, il maggior controllo a cui tutte le banche aderenti saranno sottoposte dando spazio alle più virtuose, le significative sinergie e idee che tante realtà potranno sviluppare insieme. Banca di Bologna è una Bcc con un’anima da banca universale, con un corporate banking, un private banking, che l’ha resa una realtà dinamica sul suo territorio di appartenenza, Bologna e provincia.
Quanto il suo carattere ha inciso nella sua professione?
Il mio carattere è perseverante e determinato nel pieno rispetto delle persone, io sono molto esigente con me stesso e questo nel pb, secondo me, aiuta molto a raggiungere i livelli massimi di efficienza sia con te stesso sia verso gli altri (colleghi e clienti). Dopo circa 20 anni di esperienza in Deutsche Bank, di cui 7 da responsabile dell’unità private e ora 10 anni da responsabile del pb di Banca di Bologna, mi sento molto soddisfatto di una continua evoluzione del mio percorso che spero abbia dato un contributo alle aziende per le quali ho lavorato e che mi hanno permesso una crescita professionale che oggi mi da molta serenità e sicurezza.
Quali sono le sue passioni e i suoi interessi?
Quella più seria è la mia famiglia, che mi ha sempre dato una grande forza. Amo fare sport, tra cui il basket che ho praticato sia giocando, sia allenando perché essendo un gioco di squadra molto tattico aiuta moltissimo a valutare meglio il prossimo e a stare insieme alle persone. Se fossi un UHNWI mi comprerei un aereo per viaggiare nel mondo, perché penso che la conoscenza e la curiosità non ci devono mai abbandonare.
Francesca Vercesi